Per essere chiare, siamo stupite dall’ondata di solidarietà che stiamo ricevendo, più o meno quanto lo siamo per i provvedimenti che ci sono stati notificati.

Per essere chiare, non ci sentiamo delle vittime, o comunque non più di altr@ (e sono molt@) che hanno ricevuto provvedimenti simili in situazioni altrettanto ambigue.

Per essere chiar@, siamo arrabbiat@, come lo siamo sempre stat@ in questi anni per le ingiustizie contro le quali ci siamo battut@: la privatizzazione di servizi e beni comuni, la precarizzazione del lavoro, le politiche migratorie, le devastazioni dei territori…da molto prima che s’insediasse questo Governo. E in un modo o nell’altro l’abbiamo sempre detto, a volte senza chiedere il permesso, a volte urlando.

Sarebbe stato davvero interessante se molte delle personalità istituzionali e politiche che ora esprimono la loro solidarietà, e che ringraziamo, ci avessero ascoltato, magari prima di votare qualche provvedimento – ad esempio i decreti Minniti-Orlando, i pacchetti sicurezza, le privatizzazioni mascherate in 100 provvedimenti, le missioni di pace che hanno portato solo guerra – quello sì, “socialmente pericoloso”.

Ma siamo quell@ che a Genova2001 gridavano che un altro mondo é possibile, quindi, perché no?! Meglio tardi che mai!
Incassiamo la solidarietà e rilanciamo: che si apra un dibattito ampio sugli strumenti normativi, come l’articolo 1, usati da anni per punire il dissenso, e apriamolo anche su cosa dice quel dissenso. Probabilmente scopriremo che tocca molti dei punti che hanno permesso ai pelati barbuti di spacciarsi per forza politica. Punti di quelle politiche che ci hanno reso più pover@, con meno diritti, con meno servizi.

Punti di quelle politiche che hanno innescato una guerra ai e tra poveri, sfociata nel razzismo prima strisciante e mano mano sempre più manifesto.

Per essere chiar@, per tutto questo abbiamo cantato Bella Ciao quel 20 maggio, ed é anche di questo che vogliamo parlare con chi oggi si dice solidale, partendo da come garantire che il dissenso possa ancora esprimersi.

Antifasciste e Antifascisti Roma Sud