Assemblea per la difesa dei Beni Comuni

Assemblea per la difesa dei Beni Comuni

Ai Comitati, alle Associazioni e a tutte le Realtà di Cittadinanza Attiva

Come molti di voi sapranno, alcuni comitati, che si occupano di mantenere fruibili aree verdi abbandonate o in situazioni di degrado, stanno manifestando un profondo dissenso nei confronti del Comune di Roma a causa della Determina Dirigenziale 624 del 3.8.2017. Questa, infatti, richiedendo premi assicurativi elevati e imponendo oneri burocratici che scaricano sui cittadini ogni responsabilità, mette a rischio lo svolgimento delle attività di volontariato nella nostra città.

Per questo motivo alcune realtà hanno notificato un ricorso al Tar del Lazio in cui si chiede l’annullamento della decisione del Comune che penalizza i volontari. Ed è inoltre stata lanciata la campagna #volontariaBUSYvi che prevede l’autodenuncia di tutte le azioni di manutenzione volontaria, con l’obiettivo di sottolineare al Comune il ruolo fondamentale dei cittadini.

Siamo però convinti che anche nel caso in cui la giustizia dia ragione ai Comitati, questo non sia sufficiente ad evitare che in futuro vengano imposte nuove assurde regole ed oneri burocratici per ostacolare l’azione di cittadini volontari che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie energie per curare spazi pubblici, aree verdi, beni culturali, scuole, ecc…. in una parola, i beni comuni urbani.
Quanti sono infatti i beni comuni già oggi curati e gestiti da comitati, associazioni, gruppi più o meno formali che non trovano collaborazione con il Comune di Roma? E quanti sono i cittadini che vorrebbero attivare percorsi condivisi basati sul principio di sussidiarietà, per diventare finalmente protagonisti nella soluzione di problemi che riguardano tutti, indipendentemente da come la si pensi politicamente? E quanti di noi vorrebbero partecipare ma desistono per mancanza di strumenti e di regole chiare e certe nel rapporto con il Comune?

Per risolvere una volta per tutte il problema del rapporto fra volontari e Comune, riconoscendo e legittimando definitivamente il ruolo che i cittadini già svolgono nella cura dei beni comuni urbani, vorremmo presentare una DELIBERA COMUNALE DI INIZIATIVA POPOLARE per l’approvazione di un regolamento per la cura condivisa dei beni comuni che, applicando concretamente il principio costituzionale di sussidiarietà, sappia rispondere a tutte queste esigenze.

Non si tratta di inventare nulla, ma solo di ispirarsi alle esperienze già in corso negli oltre 130 comuni dove già da alcuni anni si applicano regolamenti per la cura condivisa dei beni comuni. Fra questi Torino, Genova, Siena, Verona, L’Aquila, Caserta, Bari, Reggio Calabria a cui si aggiungono Comuni come Firenze, Milano, Palermo e altri dove si stanno per approvare.
In queste città cittadini e amministrazioni collaborano per la cura dei beni comuni con ottimi risultati in termini di miglioramento della qualità della vita, del senso di appartenenza, della coesione sociale e dell’integrazione.

Per poter presentare la delibera di iniziativa popolare ci vogliono oltre 5000 firme in tre mesi per ottenere la discussione in consiglio comunale e arrivare al voto. È un obiettivo difficile ma perfettamente realizzabile se si mobilitano tutte le realtà che a Roma si prendono cura di spazi pubblici, aree verdi, beni culturali, scuole, etc .

Ma affinché ciò avvenga è necessario che tutti prendano coscienza del fatto che abbiamo sia il diritto di pretendere che il Comune fornisca servizi pubblici efficienti, sia il diritto, se lo vogliamo e su base del tutto volontaria, di prenderci cura della nostra città.

Anche per questo stiamo organizzando un convegno su questi temi per il prossimo 2 dicembre.

Intanto, il prossimo 17 novembre alle ore 21.00 presso La Villetta in Via degli Armatori 3 a Garbatella vorremmo costituire il Comitato Promotore. Sarà l’occasione per discutere della Delibera di Iniziativa Popolare e del Regolamento che presenteremo, oltre che naturalmente per conoscerci e berci una sana birretta!!

Nella speranza di vedervi il prossimo 17 novembre, lasciamo qui sotto i nostri riferimenti per ogni eventuale chiarimento, suggerimento, curiosità.

A presto
Amici di Villa Sciarra, CdQ Grotta Perfetta, Comitato Parchi Colombo, Comitato Parco Giovannipoli, Forum Ambientalista, Labsus,

Katiuscia 389582626
Gregorio arena@labsus.net
Federico 329.1985995

Raggi di speculazione a Piazza dei Navigatori – Stop Cemento

Raggi di speculazione a Piazza dei Navigatori – Stop Cemento

NO al terzo palazzo
SÌ alle opere pubbliche

Per denunciare gli intrallazzi della Giunta Raggi e del M5S capitolino, appuntamento a piazza dei Navigatori venerdì 20 ottobre alle ore 17!

Per avere una parte di quanto doveva versare la cordata di imprenditori che ha costruito a Piazza dei Navigatori ed a via Costantino, il M5s fa loro un doppio regalo:

1) rinnova una convenzione scaduta, oltre che calpestata dagli stessi imprenditori, per dare il via ad un altro palazzone di 10 piani;

2) si impegna a sanare il palazzo a vetri costruito con irregolarità edilizie ed urbanistiche ed utilizzato senza avere l’abitabilità, in spregio a due pronunciamenti del Consiglio di Stato che ne hanno vietato la commercializzazione.

I presunti moralizzatori grillini lavorano per gli imprenditori più inadempienti di Roma, quelli che sono riusciti a costruire i due terzi dei 185.000 metri cubi per i privati senza dare alla collettività una sola delle 16 opere pubbliche previste (per 21 milioni di euro totali, secondo la stima del 2004 che è quindi da adeguare sostanzialmente. ..).

Non facciamoci imbrogliare dalla propaganda falsa della Sindaca Raggi e della sua Giunta M5S: portiamo il Consiglio Popolare del Municipio Roma VIII e la nostra indignazione a Piazza dei Navigatori, il prossimo venerdì 20 ottobre alle ore 17.

Senza Acqua Roma e la Città Metropolitana Muoiono!

Senza Acqua Roma e la Città Metropolitana Muoiono!

Senza acqua Roma e la Città Metropolitana muoiono, riprendiamoci la vita

Nell’estate in cui Roma ha conosciuto da vicino la furia devastatrice del fuoco; in cui l’autobus che passava ogni mezz’ora se va bene si vede ogni ora; in cui le aree verdi rimaste aperte e senza transenne sono diventate marroni; in cui a gatti e cavalli si sono abitualmente aggiunti cinghiali, capre e guerre tra volatili vari; in cui la puzza e le mini discariche intorno ai cassonetti sono diventate normali e immancabili; in cui non c’è più una strada percorribile in sicurezza e senza fare gimkane dal centro alle periferie più esterne; in questa Roma qui, il M5s e la Sindaca Raggi continuano nella loro ‘grande menzogna’ finalizzata a descrivere una realtà di plastica, in una cinica e surreale commedia recitata sulla pelle della cittadinanza ed in offesa all’intelligenza della sua anima popolare.

Con la siccità che da incubo è diventato realtà, con il razionamento dell’acqua paventato per il prossimo lunedì e che comunque è dietro l’angolo, la misura è davvero colma. Malgrado Roma, tramite Acea, abbia teppisticamente contribuito a prosciugare il Lago di Bracciano causando un danno ambientale di ingenti proporzioni ed abbia presentato persino un ridicolo ricorso contro la giusta decisione della Regione Lazio di bloccare i prelievi, la Sindaca Raggi ha ignorato per mesi la questione, non ha ascoltato gli allarmi lanciati da più parti ed in particolare quelli provenienti dai Comuni del Lago, ha aspettato l’ultimo minuto per convocare una riunione con Regione ed Acea più utile alla propaganda che ad affrontare il drammatico problema, ha respinto la soluzione proposta dalla Regione Lazio di aumentare la quantità di acqua prelevata dal Peschiera. Giunti a questo punto è urgente che a prendere in mano la situazione di fronte a tanta incapacità sia il Governo nazionale, in particolare con il Ministero per l’Ambiente e il Ministero per la Salute e le Politiche Sociali.

Dov’era Virginia Raggi, Sindaca della Città Metropolitana, Sindaca di Roma ed azionista di maggioranza di Acea, quando in azienda si aumentava la remunerazione dei soci del 25% rispetto al 2015 sottraendo risorse agli investimenti che sarebbero state preziose per riqualificare parti di quella rete-colabrodo che disperde nel tragitto il 42%-45% dell’intero patrimonio idrico? E dov’è adesso, a siccità sopravvenuta, a nasoni in molti casi già chiusi, a pochi passi dal ‘traguardo’ di chiudere per la prima volta i rubinetti dei Romani nella storia millenaria della città, mentre continuano a susseguirsi le immagini di perdite d’acqua dal centro alle periferie più esterne – da Corso Rinascimento a Parco Longanesi, dalla Farnesina a Monteverde ed al Casaletto, da San Giovanni a Cinecittà, dal Pigneto a Torre Angela, da sud a nord e da est ad ovest – con tempi medi di intervento sui guasti che superano il mese?

Acea, che tramite Ato 2 (Ambito Territoriale Ottimale Lazio centrale – Roma) gestisce la risorsa acqua per circa 4 milioni di abitanti e 112 comuni, fornisce un servizio indecente, aumenta i costi in bolletta per gli utenti, distribuisce utili cospicui ai suoi grandi azionisti, investe in misura insufficiente nel rinnovamento delle tubature, si macchia di danni ambientali come dimostra ora l’interesse della Procura di Civitavecchia e le perquisizioni odierne dei NOE alla sede di Acea Ato2.

Per invertire la rotta privatistica di Acea la strada è già segnata da tempo, e servono due gambe per percorrerla: una è quella del Campidoglio, con l’avvio della ripubblicizzazione di AceaAto2 e lo stop all’espansione di AceaSpA in altre aree. L’altra è la piena attuazione della legge regionale 5 votata all’unanimità dal Consiglio nel 2014, a partire dalla riforma e dalla nuova definizione degli Ato sulla base di una pluralità di ambiti idrografici e aprendo alla partecipazione reale delle comunità locali nella gestione dell’acqua.

Non si può restare in silenzio di fronte a tanta irresponsabilità sociale, a quel misto di menefreghismo e disprezzo per la città ed il Bene Comune preludio di una ulteriore, probabile e beffarda furia privatizzatrice che si abbatterà anche su Acea. Ridurre l’acqua e limitarne la disponibilità pubblica comporta, infine, un grave peggioramento delle condizioni di vita di tutti ed in particolare di poveri e senza casa, nonché aggrava il rischio di mandare in crisi servizi essenziali che già oggi non godono certo di buona salute.

Si fa appello ai cittadini tutti, alle realtà sociali, sindacali e dell’ambientalismo, alle forze politiche democratiche, ai Comuni del Lago di Bracciano, affinché si manifesti subito dissenso e rabbia sotto la sede centrale dell’azienda a Piazzale Ostiense:

  • per scongiurare il razionamento dell’acqua con un urgente intervento del Governo nazionale, a fronte dell’incapacità di Sindaca e Giunta capitolina;
  • per ricordare ai vertici di Acea ed alla Sindaca che Roma che l’acqua non è mai mancata nella storia millenaria della città;
    per pretendere da Acea un Piano industriale degno di questo nome ed un’azione puntuale e rapida di risanamento delle tubature-colabrodo;
  • per finirla con i prelievi scellerati ed inutili dal lago di Bracciano, che sono causa di un danno ambientale di vaste proporzioni;
  • per obbligare i vertici di Acea e Campidoglio a lavorare davvero, iniziando dalla rete idrica;
  • per farla finita con bugie e scaricabarile;
  • per la piena attuazione della L.Reg. 5/2014;
  • per gridare che a Roma stiamo perdendo la pazienza e non siamo più disposti a tollerare tanta violenta incapacità nascosta da vuota propaganda.

Appuntamento lunedì 31 luglio, alle ore 17.30 a Piazzale Ostiense 2, di fronte alla sede di Acea. Sono invitate a partecipare tutte le forze sociali e politiche della città.