Dopo le Mobilitazioni degli Studenti Concessione di 6 aule del plesso “Odescalchi” al Liceo Socrate

Dopo le Mobilitazioni degli Studenti Concessione di 6 aule del plesso “Odescalchi” al Liceo Socrate

Pubblichiamo il comunicato del Collettivo Politico Galeano del liceo Socrate:

Il 14 dicembre il Consiglio d’Istituto della Scuola Media “Poggiali-Spizzichino” ha deliberato la concessione di 6 aule del plesso “Odescalchi” (Tor Marancia) al Liceo Socrate.

Grazie alla nostra occupazione, alle numerose mobilitazioni portate avanti dagli Studenti, dai Docenti, dai Genitori, e all’impegno costante del territorio, abbiamo ottenuto questo importante risultato per il futuro della nostra Scuola e per il futuro di molti docenti che non perderanno il posto di lavoro.
La Preside, unica responsabile dell’attuale situazione di disagio e sovraffollamento, non ha mosso un dito per porre rimedio al suo errore.

A chi ci ha sempre screditato, vogliamo oggi dire che una soluzione l’abbiamo trovata, e l’abbiamo trovata tutti insieme, per il Socrate e per la Scuola Pubblica.

Dopo le accuse giunte persino dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale (“La Preside Nari non ha rispettato le regole accettando molti studenti in più di quanti la sua scuola potesse permettersi […] Ha provocato un disastro e lascia il problema a qualcun altro”), la Preside ha comunicato l’intenzione di voler lasciare il Socrate alla fine di quest’anno scolastico (“Certamente a giugno chiederò di andarmene e sono sicura che i miei Superiori, stanchi di tutte le seccature che ho procurato loro, mi sposteranno”).

Riteniamo che questa sua volontà sia l’unico comportamento adeguato di fronte al danno di immagine, alla spaccatura interna, e al disagio causato agli studenti e al Socrate tutto.
Pretendiamo la sua firma per l’accettazione delle sei aule come suo ultimo atto all’interno della nostra scuola, un atto che risanerà solo in parte il danno di cui lei è l’unica responsabile.

Il Socrate, da oggi, ha un futuro, anche grazie al fondamentale contributo di tutti coloro che la mattina del 2 novembre 2017 hanno occupato questa scuola con l’intenzione di cambiarla.

E possiamo dire, con assoluta certezza, che abbiamo vinto.
Viva il Socrate, viva la partecipazione!

Aggressione Fascista a Genova

Aggressione Fascista a Genova

Nella tarda serata di venerdì 12 gennaio un gruppo di antifascisti e antifasciste, intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaseo, è stato improvvisamente aggredito da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo.

Brandivano bottiglie, cinghie e coltelli. Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena.

I fascisti, maestri della menzogna e vigliaccheria, stanno già producendo ricostruzioni assurde riguardo alla dinamica, parlando di “assalti” al covo di Casa Pound e a fantomatiche “violenze sulle donne”.

Questi sono i fascisti del terzo millennio, cambiano nome, si spacciano da onlus e, sfruttando lo sdoganamento in atto da anni di partiti del centro sinistra e dall’appoggio delle destre, vorrebbero anche presentarsi alle prossime elezioni.

Ma la verità è una. I fascisti agiscono sempre e solo in un modo: alle spalle e con le lame.

Anche questa volta hanno mostrato il loro vero volto. Anche questa volta ci ritroveremo nelle strade.

Solidarietà ai nostri compagni aggrediti.

NON UN PASSO INDIETRO!

Lucha Libera Tutte

Lucha Libera Tutte

La casa delle donne Lucha y Siesta, attiva da quasi 10 anni nel contrasto alla violenza sulle donne, rischia di chiudere perché il proprietario ATAC Spa, in crisi finanziaria, vuole vendere lo stabile. Abbiamo ricevuto diversi segnali di accelerazione del procedimento di dismissione e non intendiamo essere le macerie di un’operazione che minaccia il valore sociale di una storia decennale per sanare anni di scandali e mala gestione economica.

 

Dal 2008 lo stabile abbandonato di via Lucio Sestio 10, che il quartiere ha conosciuto come la sottostazione Cecafumo, è diventato la casa delle donne Lucha y Siesta, luogo di incontro fra storie di vita, coraggio, sogno e desiderio e di relazioni per la costruzione di traiettorie di uscita dalla violenza.

 

Lucha è un centro antiviolenza laico e femminista, un luogo di ascolto, orientamento e accoglienza, uno spazio di autodeterminazione e di immaginazione personale per tutte coloro che, vivendola, la rendono viva e per tutte coloro che, lasciandola, ne escono più forti e determinate. Lucha è un laboratorio di progettazione sociale e di partecipazione a partire dai propri desideri e dalle proprie capacità. Lucha è una rete per l’orientamento al lavoro e alla formazione, per l’assistenza legale e il sostegno psicologico nei percorsi individuali e collettivi di autonomia delle donne. Lucha è un cuore pulsante di solidarietà e di condivisione. Lucha è una ricchezza riconosciuta da anni da soggetti associativi e istituzionali, del volontariato sociale e del terzo settore.

 

Lucha è lo spazio che abbiamo liberato e che ci meritiamo di vivere. Lucha è un laboratorio politico in continua evoluzione cui non siamo disposte a rinunciare.

 

Allo spreco e all’abbandono abbiamo sostituito un progetto sociale politico femminista e un percorso di recupero dello stabile che ne ha fermato il declino, per renderlo vivibile con la cura e la manutenzione quotidiana. Al sistema che privatizza gli utili e rende collettive le perdite abbiamo risposto con una reale valorizzazione, fatta di corpi in relazione, di sperimentazioni, di inclusione attiva e di cultura accessibile.

 

A forza di essere libere abbiamo creduto in un progetto politico con una visione ampia e trasversale che ha dato casa e riparo a decine di storie di violenza e di solitudine, che si sono trasformate qui in riscatto e autodeterminazione.

 

Lucha y Siesta ha fatto tesoro intangibile dei nessi fra le donne che generano un potere trasformativo capace di costruire una società migliore per tutt@, permettendo oggi a tante e a tanti di parlare di un nuovo paradigma femminista per il cambiamento.

 

Insieme a tutte quelle donne che nel mondo si stanno ribellando e che hanno dato vita al movimento internazionale Non Una di Meno, abbiamo deciso di contarci da vive e finché lo saremo, vive, non smetteremo mai di sognare, anzi continueremo a delineare prospettive comuni e sempre più visionarie.

 

 

Se il mondo ci vuole precarie, subalterne e disilluse noi saremo sicure protagoniste del futuro.

 

 

Da Lucha y Siesta non ce ne andiamo, non siamo disposte a fare un passo indietro ma anzi lanciamo con rinnovata forza un invito a tutte coloro a cui arriveranno queste parole: che nascano case delle donne in ogni quartiere, in ogni città, in tutto il mondo!

 

 

 

 

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Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Il divieto di far entrare la bandiera con il volto di Federico Aldrovandi, imposto ai tifosi della Spal nella trasferta romana, è un fatto troppo grave; troppo grave per relegare la nostra rabbia solo ai post sui social, troppo grave da necessitare una risposta di tutti.

Federico fu ucciso nel settembre del 2005 a soli 18 anni. Fu ucciso da 4 poliziotti che gli spezzarono il cuore fino a soffocarlo, rompendogli addosso due manganelli fino a procurargli 54 lesioni. “Schegge impazzite” fu la definizione che diede un procuratore generale a quelle persone, prima della loro condanna definitiva in Cassazione.

Quello che ha subito Aldro è una verità storica, oltre che giudiziaria, incancellabile come lo furono i fatti vergognosi successivi alla sua morte: negli applausi dei sindacati di polizia agli agenti condannati, nelle offese alla madre, nelle querele alla madre, nelle dichiarazioni folli e disgustose di certi esponenti istituzionali che hanno negato per anni l’evidenza.
Il divieto imposto ai tifosi della Spal non ha alcuna giustificazione.
E’ un atto di prepotenza e arroganza. E’ un atto da Stato di Polizia.

Abbiamo deciso di non rassegnarci alla denuncia e al racconto: se non volevano Federico in una curva, Federico glielo faremo trovare ovunque.

A pochi giorni dai fatti di Vicenza, dove Luca, un ultrà della Sanbenedettese è finito in coma e tuttora è in ospedale, è necessario mandare un segnale forte contro la violenza e gli abusi di polizia di questi ultimi decenni, affinchè non vi siano mai più altri Federico.

ACAD L’Associazione Contro gli Abusi in Divisa invita tutta la collettività a partire dalle tifoserie e dalle curve, oltre la propria fede e oltre i colori, ad esporre ove sia possibile l’immagine di Federico Aldrovandi con striscioni, magliette, foto, bandiere e qualsiasi mezzo ognuno ritenga più opportuno e ad accompagnare, dove realizzabile, il tutto con l’hashtag #FedericoOvunque.

Chiediamo a chiunque di far apparire Federico in ogni luogo possibile delle nostre città, con la dignità e il rispetto che la famiglia Aldrovandi ci ha sempre insegnato.

Sabato 9 dicembre e domenica 10 dicembre facciamogli vedere che non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto a Federico, mostrando Federico ovunque, com’era da vivo.

#FedericoOvunque
#giustiziaeveritàperAldrovandi
#bastaabusi

Per informazioni, comunicazioni, adesioni:
Mail: infoacad@inventati.org
Facebook: ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Telefono: 3348016641

Super8 – Il Municipio Che Verrà con Amedeo Ciaccheri

Super8 – Il Municipio Che Verrà con Amedeo Ciaccheri

Occupare uno spazio, ripulirlo e restituirlo ad un utilizzo pubblico, significa occuparsi del proprio territorio e preoccuparsi delle persone che lo vivono o lo attraversano.

Compiuta questa scelta 23 anni fa, nonostante il ricambio del collettivo e la crescita delle attività e delle iniziative messe in campo, non abbiamo mai perso la fissa di difendere e far crescere il nostro Municipio e la nostra città.

Partiamo col cuore per questa folle impresa, mettendoci anche il cervello, contribuendo alle nuove proposte che verranno portate, ragionando sulla sostenibilità ambientale, sull’innovazione sociale, sulla tutela del territorio ed il rispetto di tutte e tutti, sulla diffusione del buen vivir.

Impiegheremo gambe e braccia per un territorio multiculturale e inclusivo, dove il sapere guardi oltre l’università, per l’aprirsi di biblioteche pubbliche, centri di aggregazione giovanili e culturali dove il forte associazionismo territoriale trovi nuovi spazi e opportunità di collaborazione.

La difesa e il rinnovamento dei presidi di socialità diffusa che in questi anni hanno fornito risposte alla crisi economica e sociale, tessendo con cura relazioni di conoscenza e fiducia, sono ancora gli strumenti giusti contro le nuove povertà.

Sappiamo di avere un tesoro sociale, storico e culturale che la disastrosa parentesi 5 stelle non ha potuto cancellare e che sta già fermando i venti di razzismo e intolleranza.

Insomma ci metteremo corpo e mente e vogliamo farlo insieme al protagonismo delle realtà con cui abbiamo costruito un municipio migliore, recuperando spazi abbandonati, sostenendo iniziative di finanziamento e campagne di sensibilizzazione.

Con uno sguardo proiettato in avanti, per la formulazione di un nuovo patto che non escluda le nuove realtà culturali, economiche, sportive.
Si tratta di una sfida che metterà al centro soprattutto i ragazzi e le ragazze che qui vivono, studiano e lavorano, cercando di intrecciare le campagne contro lo scempio dei territori, la violenza di genere e la speculazione edilizia, per la difesa dei diritti civili, sociali e per l’integrazione.

Accettiamo quindi l’invito del 7 dicembre a Super 8 – Il Municipio che verrà con Amedeo Ciaccheri sperando di condividere questo momento con tante e tanti di voi.

Per continuare a mordere l’idra ovunque essa si manifesti.

Non Una di Meno presenta il Piano Femminista Contro la Violenza Maschile sulle Donne e tutte le forme di Violenza di Genere

Non Una di Meno presenta il Piano Femminista Contro la Violenza Maschile sulle Donne e tutte le forme di Violenza di Genere

Dopo un anno che ha visto al lavoro decine di assemblee cittadine, 5 assemblee nazionali e 9 tavoli tematici, la piattaforma politica e strategica costruita dal basso dal movimento Non Una Di Meno sarà presentata in diverse città, tra cui Roma e Milano. Dove la scelta della sede per il lancio del “Piano” vuole rimarcare l’importanza degli spazi femministi in un momento in cui l’esistenza della Casa delle donne di Roma è messa a rischio​ dallo sfratto ricevuto da parte del Comune.

Il Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne, che si accompagna alla manifestazione nazionale del 25 novembre a Roma, si differenzia dalla proposta governativa che oggi, 16 novembre, viene discussa nella Conferenza Stato Regioni. Se ne differenzia nei modi e nei contenuti.

Da una parte, infatti, Non una di meno ha operato con modalità partecipative e inclusive; ha valorizzato l’esperienza dei Centri antiviolenza nati e cresciuti come spazi di donne, laici e femministi, facendola propria; ha evidenziato la necessità di un approccio sistematico e non frammentario al problema.

Dall’altra, i documenti finali prodotti dall’Osservatorio nazionale contro la violenza (il Quadro strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere) non sono stati condivisi con le associazioni componenti l’Osservatorio stesso, né sono stati resi pubblici i contenuti.

Dai centri antiviolenza della rete Non una di meno viene la denuncia che “il Quadro strategico riconosce l’importanza dell’autonomia delle scelte e dell’autodeterminazione delle donne, ma si riserva nei fatti il potere istituzionale di determinare le scelte delle politiche e degli interventi – Cabina di Regia nazionale e replica della stessa a livello regionale – escludendo i centri antiviolenza”.

Inoltre si sottolinea “la sostanziale incoerenza tra l’attenzione specifica posta all’interno del Quadro alle donne migranti, rifugiate e richiedenti asilo per le discriminazioni e violenze a cui sono esposte, e le politiche del governo in tema di accoglienza, che rispondono a una logica di sicurezza e respingimento”.

Scarica il Piano qui >> Piano Femminista Contro la Violenza Maschile sulle Donne e tutte le forme di Violenza di Genere