Aggressione Fascista a Genova

Aggressione Fascista a Genova

Nella tarda serata di venerdì 12 gennaio un gruppo di antifascisti e antifasciste, intenti ad affiggere manifesti nella zona di piazza Tommaseo, è stato improvvisamente aggredito da circa trenta fascisti militanti appartenenti a Casa Pound, usciti dalla loro sede di via Montevideo.

Brandivano bottiglie, cinghie e coltelli. Nel breve scontro che si è svolto, un compagno accorso per difendere un altro è stato circondato e colpito due volte: il coltello ha oltrepassato gli indumenti causando una ferita alla schiena.

I fascisti, maestri della menzogna e vigliaccheria, stanno già producendo ricostruzioni assurde riguardo alla dinamica, parlando di “assalti” al covo di Casa Pound e a fantomatiche “violenze sulle donne”.

Questi sono i fascisti del terzo millennio, cambiano nome, si spacciano da onlus e, sfruttando lo sdoganamento in atto da anni di partiti del centro sinistra e dall’appoggio delle destre, vorrebbero anche presentarsi alle prossime elezioni.

Ma la verità è una. I fascisti agiscono sempre e solo in un modo: alle spalle e con le lame.

Anche questa volta hanno mostrato il loro vero volto. Anche questa volta ci ritroveremo nelle strade.

Solidarietà ai nostri compagni aggrediti.

NON UN PASSO INDIETRO!

Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Il divieto di far entrare la bandiera con il volto di Federico Aldrovandi, imposto ai tifosi della Spal nella trasferta romana, è un fatto troppo grave; troppo grave per relegare la nostra rabbia solo ai post sui social, troppo grave da necessitare una risposta di tutti.

Federico fu ucciso nel settembre del 2005 a soli 18 anni. Fu ucciso da 4 poliziotti che gli spezzarono il cuore fino a soffocarlo, rompendogli addosso due manganelli fino a procurargli 54 lesioni. “Schegge impazzite” fu la definizione che diede un procuratore generale a quelle persone, prima della loro condanna definitiva in Cassazione.

Quello che ha subito Aldro è una verità storica, oltre che giudiziaria, incancellabile come lo furono i fatti vergognosi successivi alla sua morte: negli applausi dei sindacati di polizia agli agenti condannati, nelle offese alla madre, nelle querele alla madre, nelle dichiarazioni folli e disgustose di certi esponenti istituzionali che hanno negato per anni l’evidenza.
Il divieto imposto ai tifosi della Spal non ha alcuna giustificazione.
E’ un atto di prepotenza e arroganza. E’ un atto da Stato di Polizia.

Abbiamo deciso di non rassegnarci alla denuncia e al racconto: se non volevano Federico in una curva, Federico glielo faremo trovare ovunque.

A pochi giorni dai fatti di Vicenza, dove Luca, un ultrà della Sanbenedettese è finito in coma e tuttora è in ospedale, è necessario mandare un segnale forte contro la violenza e gli abusi di polizia di questi ultimi decenni, affinchè non vi siano mai più altri Federico.

ACAD L’Associazione Contro gli Abusi in Divisa invita tutta la collettività a partire dalle tifoserie e dalle curve, oltre la propria fede e oltre i colori, ad esporre ove sia possibile l’immagine di Federico Aldrovandi con striscioni, magliette, foto, bandiere e qualsiasi mezzo ognuno ritenga più opportuno e ad accompagnare, dove realizzabile, il tutto con l’hashtag #FedericoOvunque.

Chiediamo a chiunque di far apparire Federico in ogni luogo possibile delle nostre città, con la dignità e il rispetto che la famiglia Aldrovandi ci ha sempre insegnato.

Sabato 9 dicembre e domenica 10 dicembre facciamogli vedere che non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto a Federico, mostrando Federico ovunque, com’era da vivo.

#FedericoOvunque
#giustiziaeveritàperAldrovandi
#bastaabusi

Per informazioni, comunicazioni, adesioni:
Mail: infoacad@inventati.org
Facebook: ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Telefono: 3348016641

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

ROMA, 21 OTTOBRE 2017: Nessuna persona è illegale – Libertà di movimento!

TUTTE E TUTTI A PIAZZA DELLA REPUBBLICA ALLE 14,30

È arrivato il momento di dire con forza che bisogna smettere di tollerare l’intolleranza, che occorre togliere qualsiasi spazio agli spacciatori di odio e razzismo, che NESSUNA PERSONA È ILLEGALE.

Vogliamo essere in piazza perché riteniamo urgente rispondere al clima di odio razziale e di guerra ai poveri che sta imperversando nelle nostre città e che viene alimentato ad arte dal razzismo istituzionale e dallo sciacallaggio di formazioni esplicitamente neofasciste.

Vogliamo essere in piazza assieme alle donne e agli uomini migranti che continuano a mostrarci grande coraggio e determinazione nel disegnare le proprie rotte e costruire il proprio futuro.

Vogliamo essere in piazza contro la legge Minniti-Orlando, razzista e securitaria che pretende di toglierci la parola e gli spazi di vita nelle nostre città.

Vogliamo oltrepassare i confini di Ventimiglia, del Brennero, dove in troppi cercano di affermare il proprio diritto all’esistenza, così come vogliamo abbattere i confini interni alle nostre città, quelli visibili che producono una povertà di differenti colori ma fatta della stessa sostanza e quelli invisibili che ci mettono l’uno contro l’altro.

Vogliamo portare in piazza un’ “altra accoglienza”, che non si basi sul business dell’immigrazione, il confinamento dei corpi e lo sfruttamento di chi vi lavora, ma che, attraverso pratiche solidali e di mutualismo, promuova diritti e percorsi inclusivi

Vogliamo costruire questa giornata insieme alle seconde generazioni e a tutt@ i/le cittadin@ che rivendicano lo Ius Soli come battaglia di civiltà essenziale per iniziare a demolire le impalcature del razzismo istituzionale, saremo a Montecitorio con loro il 13 ottobre quando manifesteranno sotto il parlamento per rimettere questo elemento al centro dell’agenda politica.

Il 21 ottobre saremo quindi in piazza con tutte queste rivendicazioni e con un unico slogan, su cui non c’è mediazione possibile: Nessuna persona è illegale!

Invitiamo tutti coloro che lo condividono a mobilitarsi, a diffondere l’appello, a organizzare autobus e macchine per partecipare al corteo e costruire insieme la manifestazione.

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni, e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

“É guerra agli Umani – Zi’” – #riapriamolàbas

“É guerra agli Umani – Zi’” – #riapriamolàbas

“É guerra agli Umani – Zi’!” Mr Phil feat Colle der Fomento 2006

Siamo agli ultimi giorni di un’Estate Violenta, molti potrebbero dire l’ennesima, in tanti potrebbero giustamente sottolineare come di sgomberi, soprusi e del peso violento della repressione non abbiamo mai purtroppo fatto a meno, sopratutto nei periodi estivi, quando la città va in vacanza e le operazioni di ordine pubblico chiudono i conti in sospeso lasciati durante l’anno.

L’ennesima Estate Violenta, se non fosse che un disegno cinico cresciuto all’ombra dei mantra generalisti della “lotta al degrado” e della più reazionaria ingegneria sociale contro gli ultimi della Terra, sta scrivendo da tempo una lista dei nuovi Nemici Pubblici dell’Ordine Costituito e in un’unica geometria si trovano insieme le occupazioni e le esperienze di Autogestione, con le Ong che si ribellano dal divenire forze di polizia, i migranti, i “negri”, qualunque sia la loro nazionalità, chiunque uomo, donna, bambino scelga la fuga dalla guerra o dalla fame per approdare in Europa in cerca di futuro. Il dibattito politico nazionale esula dagli scenari nucleari, dalla crisi del sistema di welfare, dalla domanda inattesa di futuro che attraversa l’Europa per ricomporsi al rancore diffuso e agli umori più foschi che si diffondono nel paese. É guerra alla solidarietà. É Guerra agli Umani. In Italia, qua, oggi.

Lo scorso 8 Agosto il lucido programma di lavoro della Questura di Bologna metteva sotto sigilli il Laboratorio Crash e attaccava in forze Labas – lo spazio recuperato nato dentro l’ex Caserma Masini 5 anni fa e che restituiva vita e desiderio a uno spazio abbandonato da circa vent’anni e ora proprietà di Cassa Depositi e Prestiti che mira a svendere un luogo centrale del patrimonio pubblico della città.

Il prossimo 9 settembre raccoglieremo anche da Roma l’appello nato nelle gigantesche assemblee che hanno invaso Bologna dal giorno dello sgombero a oggi, per dare forza, coraggio e solidarietà a Labàs, per rivendicare quello spazio sottratto, per dire che a questa Guerra bisogna Resistere e nessuno può essere lasciato indietro; perchè abbiamo ben chiaro anche da qua quanto Làbas abbia rappresentato in questi anni per Bologna e in giro per l’Italia: un laboratorio comunitario straordinario, d’accoglienza, cultura diffusa e solidarietà praticata.

Làbas è una storia meravigliosa ed un simbolo. Un simbolo potente da difendere per chi ha letto nella rigenerazione urbana un’occasione collettiva e così un arma da imbracciare in questa guerra sottile e continua contro la solidarietà. Con Labàs abbiamo camminato insieme in questi anni e l’abbiamo avuto vicino in giro per l’Europa come nella nostra città, dove la stessa Guerra agli Umani costringe oggi i rifugiati di Piazza Indipendenza a rimanere rifiuti sacrificabili in nome della legalità, dell’interesse privato, del decoro bipartisan.

Allora il nostro posto continua a essere e sarà accanto a Làbas, laboratorio del desiderio di una città diversa, e di un Italia diversa in un Mondo alla deriva e la nostra voce sarà per riconquistare quello che ci è stato sottratto, per Bologna, per Roma, per ogni fronte che si aprirà nel presente che attraversiamo.

Per queste ragioni Sabato 9 Settembre saremo a Bologna a fianco dei Compagni e delle Compagne di Làbas per riprenderci lo spazio che ingiustamente gli è stato tolto e invitiamo tutti e tutte le persone che hanno a cuore esperienze come questa a partecipare.

Per info e prenotazioni Pullman:

3281355107
3663518019
3402782450
3205755633

Dopo lo Sgombero, Riapriamo Làbas

Dopo lo Sgombero, Riapriamo Làbas

“..Vabbè balliamo..”

Un tormentone estivo che tristemente descrive lo stato di disinteresse e intorpidimento che la società italiana sta vivendo; e con grande puntualità questa “Estate di merda” (questo il titolo della canzone) è approdata anche a Bologna, da oggi città impoverita, mutilata dallo sgombero di due spazi sociali.

Oggi sigilli al Laboratorio Crash e cariche violente fuori l’ex Caserma Masini, ormai conosciuto come Laboratorio Làbas dove in 5 anni sono nati decine di progetti che hanno riqualificato quell’area, ma soprattutto qualificato l’intervento sociale e politico che come compagne e compagni portiamo avanti.

Senza dover elencare tutte le progettualitá fiorite in una struttura così affascinante, il forte legame e l’elevato livello di coinvolgimento con la città di Bologna (e non solo), che abbiamo respirato ogni volta che abbiamo attraversato quello spazio, ci restituiscono la convinzione che non possiamo fermarci, che bisognerà percorrere nuovi sentieri e quanto prima trovare una nuova casa.

Complici e solidali il 9 Settembre saremo a bologna per riaprire Làbas, qui sotto il comunicato di lancio

Hanno sgomberato Làbas dopo quasi cinque anni di attività al Quartiere Santo Stefano, nell’ex caserma Masini che abbiamo rigenerato dopo 20 anni di abbandono delle istituzioni.

Hanno sgomberato uno dei laboratori politici, sociali e culturali più importanti e partecipati a Bologna, in una città sempre più mediocre, senza idee e senza futuro.

Ma i nostri corpi, le nostre vite, le nostre passioni e i nostri sogni non si fermeranno con uno sgombero. Lo dimostrano i migliaia di messaggi, attestati ed iniziative di solidarietà giunti in poche ore da tutta Bologna, l’Italia e il Mondo.

Il motivo è semplice: quello che abbiamo fatto in questi cinque anni è andato ben al di là dei muri dell’ex caserma Masini, ed è diventato un orizzonte di possibilità per tutti.

Ora è tempo di dare una risposta forte e determinata a quello che è successo ieri.

È per questo che abbiamo deciso di lanciare due appuntamenti: il 30 agosto ci troveremo per un’assemblea pubblica aperta a tutte e tutti, mentre il 9 settembre ci rimetteremo in cammino in una grande manifestazione nella quale tutte e tutti insieme andremo, con gioia e determinazione, a riprenderci ciò che è nostro.

*Per adesioni ed informazioni scrivere a riapriamolabas@gmail.com.

Qui l’evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1396308287155571/
#RIAPRIAMOLÀBAS