Cultura verità

Pubblicato il 24 Mag 2017 | da Irene Salvi

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La post verità è una vecchia storia

Domani Moby Dick ospita un incontro su verità alternative, fake news e capacità di lettura critica dell'informazione organizzato da DeriveApprodi e Alfabeta2

Giovedì 25 maggio si parla di post-verità e fake news nello spazio culturale Moby Dick. All’incontro “Verità alternative: filosofia, media, politica, scienze“, moderato da Maria Teresa Carbone, prenderanno parte i filosofi Mario De Caro e Ida Dominijanni, lo storico della scienza Andrea Grignolio, l’esperto di postproduzione fotografica Vincenzo Piscitelli e il politologo Fabrizio Tonello (il cui ultimo libro è .

Le espressioni post-truth (post-verità), parola dell’anno 2016 ma utilizzata per la prima volta dal sociologo  Ralph Keyes nel libro del 2004 The Post-Truth Era – e alternative facts (usata dalla consigliera dell’amministrazione Trump Kellyanne Conway in una conferenza stampa del gennaio 2017 per replicare a un giornalista che accusava un suo collega di aver affermato il falso) sono tra le più ricorrenti sui principali motori di ricerca web. Organizzato da Derive Approdi Edizioni, Doc(k)s – strategie d’indipendenza culturale e dalla rivista Alfabeta2, l’appuntamento vuole stimolare il dibattito sulla creazione e diffusione di notizie false, immagini manipolate e dati scorretti: “da mesi il tema occupa un posto centrale nel dibattito mediatico italiano e internazionale. Ma le molte parole che si spendono al proposito tendono quasi sempre a ridurre l’analisi a una contrapposizione fra la notizia “vera” (e quindi buona) e quella “falsa” (cattiva)“.

Da questa ricerca di facili soluzioni derivano l’invocazione di maggiori controlli sulle fonti e l’introduzione di misure, come il filtro antibufale su Facebook, che però non sembrano minimamente in grado di arginare la marea in cui si mescolano notizie false, propaganda, discorsi d’odio e semplici scorrettezze o imprecisioni, ormai parte integrante dell’ecosistema informativo; così come poco utili appaiono le “crociate contro le fake news” che scelgono come testimonial i responsabili delle medesime testate che quotidianamente pubblicano notizie inesatte.

In realtà il problema, che riguarda tanto l’informazione online quanto i mezzi tradizionali – proprio oggi, a titolo di esempio, le maggiori testate italiane hanno pubblicato frettolosamente la foto di una modella canadese indicandola come “la sorella dell’attentatore di Manchester” – arriva da lontano: “la circolazione di “verità alternative” non è una novità dell’era Trump”, veritàsottolineano gli organizzatori dell’incontro di giovedì, secondo i quali “è necessario prestare attenzione ai meccanismi attraverso i quali l’informazione si diffonde e agli ambiti dove l’assenza di uno sguardo critico può avere conseguenze inattese e pervasive (rispetto a cui sembra paradigmatica la vicenda dei presunti legami tra Ong attive nel soccorso ai migranti nel Mediterraneo e trafficanti di persone); senza mai dimenticare che “la parola ha una grandissima capacità di aprire il senso, di spostarlo, e che per questo vada usata con grande cura; perché un uso sciatto delle parole non fa che confermarne il senso dominante, o anche il non-senso, o spessissimo il piatto senso comune” (così Dominijanni in un’intervista del 2011 ad Alfabeta2).

Oltre al fact-checking inesistente e alla sciatteria dei cronisti – spesso responsabilità, va detto, delle testate che inseguono titoli e tempi buoni per incamerare click anche a scapito del rigore giornalistico – esiste un problema dal lato del pubblico, privo degli strumenti per distinguere il valore dei contenuti: in Italia va segnalato al riguardo il paziente lavoro del blog giornalistico collettivo veritàValigia Blu.

L’incontro, che inizierà alle 18 in via Edgardo Ferrati,  è aperto a tutti; gli iscritti all’Associazione Alfabeta (incluso chi si iscriverà quel giorno) riceveranno una copia di Ricreazioni. L’arte tra i frammenti del tempo, volume a cura di Achille Bonito Oliva pubblicato da DeriveApprodi e Alfabeta2.

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