Cultura

Pubblicato il 27 ottobre 2014 | da Federico Patacconi

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Roma 70: i cittadini riconquistano il campo da calcio

L'area, abbandonata da anni, è stata riqualificata dalle associazioni del territorio. Già si progetta il futuro del campo. Le vere strade per ri-prendere gli spazi collettivi

“Andiamo a fare due tiri sotto casa?”. Dopo tanti anni nei palazzi di Roma 70 potrà tornare ad echeggiare questa frase. L’unico campo di calcetto del quartiere è stato riqualificato sabato mattina dai cittadini che, armati di tagliaerba e guanti da lavoro, hanno riportato alla luce questo spazio verde prima abbandonato a se stesso. L’iniziativa è stata promossa da Nessun dorma e dalla rete di associazioni e realtà che, parco dopo parco, stanno curando il polmone verde del Municipio VIII.

Il campo di via Alberto Ascari non è solo un luogo che tutti potranno attraversare, è anche un’occasione per le realtà del territorio che hanno bisogno di quegli spazi di cui il quartiere, senza l’intervento dei cittadini, non dispone. Prima fra tutte la squadra di calcio Atletico Davidde, creata da ragazzi di Roma 70 e che si autogestisce ormai da diversi anni. Da sempre alla ricerca di un luogo che li potesse ospitare per gli allenamenti, i ragazzi vedono nel campetto di via Ascari un’occasione per riportare il loro percorso all’interno del quartiere. Lo stesso gruppo Scout di Roma 70 si è detto, nel corso dell’assemblea che si è svolta alla fine dell’evento, entusiasta di avere un nuovo spazio per svolgere le sue attività sul territorio. Molti cittadini hanno dato la disponibilità di prendersi cura del campo. Entro due settimane, è stato deciso durante l’assemblea, verrà organizzato un incontro per progettare il futuro dell’area.

Una formula, quella proposta da Nessun dorma e da tutta la rete, che si ripropone di restituire spazi ai territori in maniera collettiva. A partire dalla riqualificazione e pulizia delle aree fino alla gestione condivisa che veda partecipi i singoli cittadini e le realtà del territorio, la storia che questo evento vuole raccontare è una storia di riappropriazione e costruzione. La costruzione di percorsi che migliorino, fattivamente, la vita delle persone che dei territori fanno esperienza ogni giorno. Un parco pulito torna ad essere inutilizzabile in pochi mesi se nessuno se ne prende cura. Per questo alla demolizione delle barriere dell’abbandono deve fare seguito la costruzione della fruibilità dei luoghi. La pulizia, da sola, è asportazione, appiattimento, cancellazione. Ri-prendere gli spazi della città significa farli nostri, renderli fruibili.

Il campo di via Ascari ora è come un muro bianco, è il momento di scriverci sopra. Tutti insieme.

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  • Adriano G. V. Esposito

    Senza cittadini attivi nessun luogo può rimanere intatto.

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