Dispacci Muratella

Pubblicato il 27 Gen 2017 | da Irene Salvi

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Muratella, polemiche sulla nuova gestione. E i lavoratori non si arrendono

Ex dipendenti ancora in mobilitazione e voci discordi nell'amministrazione a 5 Stelle dopo il subentro della discussa società Rifugio Agro Aversano nella gestione del canile comunale

La storia degli ex lavoratori della Muratella, dopo quasi un anno di lavoro volontario e mobilitazioni contro la gara al ribasso (bandita nell’epoca del commissario Tronca e confermata dalla sindaca Raggi) per la riassegnazione del servizio di gestione dei canili comunali romani, non è finita con l’arrivo del nuovo gestore.

In seguito alla protesta condotta da un gruppo di ex dipendenti che hanno trascorso quattro giorni e tre notti sulle impalcature dell’arco di Giano, il 23 gennaio una delegazione del coordinamento #IoMeNeOccupo è stata ricevuta in Campidoglio; non – come più volte richiesto – dalla sindaca Raggi, ma dall’assessora all’ambiente Pinuccia Montanari. In seguito si è svolto un ulteriore incontro, dal quale non sono emerse nuove proposte circa il futuro delle 83 persone da oltre un anno senza contratto né stipendio (ma a tutti gli effetti quotidianamente in servizio per la salvaguardia degli animali). Montanari, riferiscono i lavoratori, prosegue nel difendere l’idoneità del procedimento di bando che ha consentito la nuova assegnazione e parla di “futuri bandi” a cui i lavoratori, costituendosi in cooperativa, potrebbero partecipare, senza specificare alcunché circa tempi e criteri delle selezioni.

Nel successivo comunicato di #IoMeNeOccupo si rende noto come non ci sia stata “nessuna disponibilità” verso chi per mesi ha gestito il canile gratuitamente e nel solo interesse degli animali, denunciando al contempo le irregolarità del bando di gara e della nuova gestione (si parla di “situazioni non trasparenti dal punto di vista lavorativo” e “dipendenti fuggiti dal canile all’arrivo dell’Ispettorato del Lavoro”, durante una visita di controllo di poco successiva al subentro).

Parlano della società Rifugio Agro Aversano S.r.l., che gestisce altri due canili nella regione Campania e si è insediata alla Muratella a partire dal 17 gennaio, scortata da blindati e agenti di polizia. In continuità con quanto affermato al momento della vittoria del bando, solo una ventina di lavoratori – tra gli oltre 80 in esubero – sono stati ricontattati a scopo di riassunzione; peraltro, informano gli ex dipendenti, senza apparente considerazione per i criteri di anzianità né tenendo in conto le differenti specializzazioni.

Secondo Ilaria di #IoMeNeOccupo «avendo ridotto drasticamente il personale, la ricaduta più ovvia è ridurre anche gli standard del servizio. Ci sono ad esempio persone che si sono sempre occupate di adozioni e sono specializzate in quel settore: adesso dovranno fare contemporaneamente gli educatori e occuparsi anche di altre aree, con le conseguenze che possiamo immaginare sia per loro stessi – in termini di carico di lavoro e possibilità di svolgerlo al meglio – sia per gli animali sotto la loro responsabilità. Per di più il settore gatti, che è stato escluso dal bando, al momento viene gestito esclusivamente dai volontari».

È stato anche comunicato che dal 26 al 29 la struttura rimarrà chiusa per procedere al censimento degli animali. Una decisione che lascia perplessi quanti lavoravano sotto la vecchia gestione: «una cosa simile non si è mai vista» spiega Ilaria «per i censimenti ci si è sempre organizzati in modo da mantenere il canile aperto, dividendoci in turni sui vari settori. È assurdo chiudere per diversi giorni una struttura che offre un servizio pubblico anche di emergenza, come nel caso del pronto soccorso veterinario». D’altro canto, Ilaria si chiede «perché nessuna associazione romana ha partecipato a questo bando, rendendo necessario individuare il nuovo gestore fuori Regione? Secondo noi perché era al ribasso: con quelle cifre e quel numero di lavoratori, è oggettivamente impossibile garantire un servizio efficiente in una città come Roma».

La vicenda si è trasformata in un ulteriore tassello nel quadro critico del M5S romano, già provato da inchieste e dissapori interni: subito dopo l’ingresso dei nuovi gestori alla Muratella, una nota scritta del Tavolo Tutela Animali del Movimento 5 Stelle di Roma esprimeva “profondo dolore e rammarico” in rapporto alle “criticità, non ancora chiarite, emerse nella gestione del Rifugio municipale di Salerno Monte Eboli”, in carico alla stessa Rifugio Agro Aversano Srl e oggetto di un reportage di denuncia da parte di un altro rappresentante pentastellato, il deputato animalista Paolo Bernini, che lo scorso 13 gennaio – in un nota congiunta con la stessa Montanari – definiva la società in questione “evidentemente non in grado di garantire la tutela e il benessere degli animali”. Bernini e Montanari promettono di “monitorare strettamente” il lavoro del nuovo gestore a tutela degli animali, ma nulla dicono sul futuro dei lavoratori. Che però rilanciano: “la parola fine la scriviamo noi”.

 

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