Dispacci guida

Pubblicato il 25 Mag 2017 | da Irene Salvi

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La guida di Chayn per riprendersi il proprio corpo

La piattaforma digitale antiviolenza diffonde un vademecum sulla salute sessuale e riproduttiva, per restituire alle donne strumenti di autonomia e consentire scelte basate sulla consapevolezza

Chayn Italia, portale open source contro la violenza di genere, è attiva da un anno nella versione italiana. Indipendente e autofinanziata, lavora su due piani costantemente collegati fra loro: da un lato la produzione e diffusione di materiali informativi (liberi da copyright) per sensibilizzare e rafforzare la consapevolezza circa il fenomeno della violenza maschile, dall’altro la predisposizione di strumenti pratici (legali, psicologici e così via) per le donne che subiscono abusi e per chi voglia sostenerle nel loro percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Uno di questi è la guida alla salute sessuale e alla contraccezione, che vuole mettere tutte in condizione di “mantenere il pieno controllo del tuo corpo e […] essere libera di gestire la tua salute e attività sessuale”. Interruzione di gravidanza, malattie sessualmente trasmissibili e test di laboratorio, consultori e centri di assistenza, diritti della donna durante la gravidanza e il parto sono solo alcune delle tematiche affrontate in questo vademecum (inserito nella più ampia sezione salute del sito, che tratta anche il tema della salute psichica in relazione alla violenza).

Per combattere la disinformazione e sfatare falsi miti (“È diffusa la sensazione che, se non si hanno rapporti occasionali o con partner sconosciuti, la possibilità di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili sia molto bassa o inesistente, ma questo non è purtroppo vero: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che ogni giorno 1 milione di persone contraggono una IST”) la guida, estremamente dettagliata, contiene anche schede tecniche, materiali di approfondimento e link che rimandano alle realtà che erogano i servizi. Allo stesso scopo, Chayn sta procedendo alla mappatura di consultori e centri antiviolenza su tutto il territorio nazionale per supplire alla mancanza di coordinazione tra di essi, promuovendo un’ottica di rete che intende facilitare l’accesso delle donne alle prestazioni cui hanno diritto senza sostituirsi ai soggetti deputati alla loro erogazione.

Non mancano previsioni specifiche per minorenni e donne straniere prive di permesso di soggiorno, che incontrano ulteriori difficoltà nell’accesso alla sanità pubblica. Un vero breviario in tema di salute e sessualità per garantire autonomia e consapevolezza circa le scelte – sanitarie, sessuali, riproduttive – che riguardano il corpo femminile, troppo spesso terreno di una battaglia politica e ideologica in cui alle donne non viene riconosciuta voce in capitolo.

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