Dispacci Hacking n Phreaking

Pubblicato il 24 ottobre 2015 | da Carolina Antonucci

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Hacking ‘n’ Phreaking, tra mediattivisti e contestatori digitali

Sono aperte le candidature per partecipare al SIMposio sul rapporto tra nuove tecnologie e movimenti politici

L’associazione Storie in Movimento organizza ogni anno un SIMposio di storia della conflittualità sociale. Alcuni membri dell’Associazione hanno pensato di proporre, quale tema da trattare nell’edizione del 2016, quelle forme di contestazione che hanno utilizzato – ed utilizzano ora più che mai – le nuove tecnologie. A questo proposito è stata lanciata una call for contribution, una autocandidatura a partecipare con propri contributi e riflessioni, in vista dell’Assemblea Nazionale dell’Associazione. Questa assemblea, prevista per la fine di Novembre, è incaricata di stabilire, tra le altre cose, anche le tematiche che saranno oggetto dei dialoghi del SIMposio della prossima estate. Per questo abbiamo pensato di intervistare Ivan Severi, che insieme ad Ilenia Rossini presenterà in quella sede il progetto “Hacking ‘n’ Phreaking. Storie di mediattivisti e contestatori digitali”.

Da cosa nasce l’interesse di Storie in Movimento per il fenomeno hacker e per il mediattivismo in genere?

«A livello personale posso dire che ho nutrito, in gioventù, un grande interesse per la letteratura cyberpunk. Da un punto di vista militante, ma anche professionale posso dire di aver notato una forte mancanza di strumenti di riflessione – nel momento attuale – che possano aiutare a comprendere i profondi mutamenti sociali che abbiamo vissuto e stiamo vivendo negli ultimi venti o trent’anni. Mi riferisco in particolare a quanto strumenti quali Indymedia, ad esempio con il suo bollettino di controinformazione, abbiano profondamente modificato i modi stessi della contestazione. È sorta una necessità nuova – ormai assolutamente amplificata con l’avvento dei Social Network – quella della condivisione immediata, istantanea, non più solo di informazioni, ma anche di foto e di video. Tutto questo, sono convinto, abbia profondamente inciso – modificandole – sulle politiche di movimento. Ha stravolto modi e forme non solo della contestazione vera e propria, ma anche dell’attività politica più in generale che, nel quotidiano, sembra poter fare a meno non solo di luoghi fisici, ma anche del contatto tra persone. Per questi motivi credo che, come Storie in Movimento, sia importante offrire un luogo di riflessione e condivisione di idee, analisi storiche e riflessione teorica (e non solo), sulle origini di fenomeni che sono alla base dell’attuale informatizzazione della contestazione politica, come le origini del fenomeno hacker a risalire fino all’attuale mediattivismo. Ricerchiamo interventi che vadano oltre la dimensione tecnica o militante, e sappiano sviluppare una riflessione sull’impatto che questi cambiamenti hanno avuto nelle forme e nei modi della contestazione».

A chi è rivolta questa Call for contribution?

«La nostra Associazione, Storie in Movimento, soprattutto tramite il suo quadrimestrale “Zapruder”, offre solitamente un approccio prevalentemente storico, anche se sempre aperto alle scienze sociali e alle altre discipline. Nell’ideare questa proposta per il SIMposio ci siamo accorti che il tema dell’hackering e del mediattivismo è stato, e tuttora viene, trattato prevalentemente attraverso due tipi di documenti: attraverso la narrazione offerta da persone interne al movimento, oppure da studi che hanno un approccio tendenzialmente giornalistico. Esiste poco che tratti il tema da un punto di vista storico e critico. Per questo, come scritto anche nella Call for contribution, ricerchiamo contributi, anche sotto forma di spunti e idee, da studiosi od esperti provenienti da qualunque disciplina che si occupino: della figura dell’hacker nell’immaginario collettivo e dei fenomeni di emulazione; delle evoluzioni e della trasformazione del mediattivismo; del deep web; del file sharing; di hacking e contestazione».

Come si strutturerà il SIMposio e come fare per partecipare?

«Abbiamo notato una carenza di competenze all’interno della nostra associazione su questo tipo di tematiche. Per questo motivo, nel SIMposio che si terrà, come ormai da tradizione più che decennale, in estate e si strutturerà in una serie di dialoghi tematici su questioni specifiche, vorremmo trovasse spazio anche “Hacking ‘n’ Phreaking”. Nella stessa sede crediamo che sarà importante organizzare un momento laboratoriale di formazione, raccolta di idee e confronto sul tema, che affronti in particolare le questioni dell’accesso alle fonti telematiche e delle pratiche sorte all’interno dei movimenti sociali grazie alla diffusione del web. Una volta concluso il SIMposio vorremmo costituire un gruppo di lavoro per la realizzazione di una proposta di numero tematico di Zapruder sul tema dell’hackering e del mediattivismo».

Per partecipare è possibile mandare contributi o anche domande agli indirizzi ilenia.rossini1985@gmail.com; ivanseveri@alice.it entro il 15 novembre 2015.

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