Dispacci trofeo

Pubblicato il 19 Mag 2017 | da Irene Salvi

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Trofeo dei Diritti, l’integrazione in campo

Si è concluso a Pietralata il torneo a due gironi organizzato dalla polisportiva Atletico Diritti e dall'associazione Liberi Nantes

Si è aperto con un minuto di silenzio per Nian Maguette, il cittadino senegalese morto a Roma sul lungotevere nel corso di una retata della polizia municipale, la prima edizione del Trofeo dei diritti organizzato dalle polisportive Atletico Diritti e Liberi Nantes.

La prima è una giovane squadra di terza categoria e composta da migranti, rifugiati, detenuti, ex detenuti e studenti universitari; nata nel 2014 dalla cooperazione tra le associazioni Antigone e Progetto Diritti e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, nel 2015 è stata protagonista del documentario Frammenti di libertà, diretto da  Alessandro Marinelli e Simona Messina. La seconda è un’associazione sportiva dilettantistica (riconosciuta dall’UNHCR) che promuove e garantisce la libertà di accesso allo sport a rifugiati e richiedenti asilo, fornendo anche corsi gratuiti di italiano e altri servizi di sostegno all’integrazione. Il trofeo a due gironi, cui hanno partecipato oltre alle organizzatrici altre sei squadre formate da ragazzi migranti ospitati nei Centri di Accoglienza Straordinaria e da studenti di scuole superiori romane, si è concluso il 20 maggio nel campo sportivo XXV Aprile di Pietralata, “il quartier generale e la casa dei Liberi Nantes, un campo sportivo storico già sede della Polisportiva ‘Albarossa’ nel 1968. Il recupero del campo simbolo dell’identità culturale e dell’aggregazione sociale di un quartiere popolare già raccontato da Pasolini, da Moravia e dalla  Morante, è tuttora in corso dopo i primi lavori di recupero e di bonifica eseguiti dall’Associazione” (dal sito di Liberi Nantes).

Dentro e fuori dal campo – dove non sono mancati musica, cibo e vino – il Trofeo dei Diritti ha voluto essere “un modo per testimoniare l’amore per lo sport e la volontà di affermare i valori dell’inclusione sociale e dell’antirazzismo, offrendo un’occasione di incontro fra persone provenienti da realtà e percorsi molto diversi da un punto di vista sociale e culturale; l’obiettivo, oltre alla pratica sportiva, sarà la promozione dell’integrazione e della lealtà sportiva“.

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