Resistenze Alexis

Pubblicato il 10 gennaio 2017 | da Irene Salvi

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Sgombero Alexis: firmato un protocollo temporaneo per il futuro dell’ex Acea

Nonostante il piano di autorecupero sociale in corso, questa mattina lo stabile è stato posto sotto sequestro. Ora si attende il tavolo interistituzionale, mentre gli occupanti saranno temporaneamente alloggiati nell'ex deposito Atac di San Paolo

“Stamattina alle 7.30 un impressionante dispiegamento militare di polizia di Roma Capitale, Digos e forze dell’ordine (camionette e idrante), volanti dei Carabinieri e quant’altro, prendendo a calci il cancello, ci ha svegliati e intimato di uscire. La motivazione non era un’importante operazione di antiterrorismo, tanto meno una grande azione contro la criminalità organizzata ma, semplicemente, lo sgombero di Alexis occupato. A motivazione di tutto ciò una richiesta di sequestro preventivo da parte del Gip, su richiesta di Atac [ente gestore dello spazio su delega del Comune che ne è proprietario, ndr].
Alexis è una occupazione socio-abitativa in cui da quattro anni precari, studentesse e disoccupati hanno trovato casa e in cui hanno preso vita diversi progetti culturali, come la libreria Piuma di Mare. Ma non tutto è andato come sperato dai tutori dell’ordine. Le barricate hanno retto e presto sono accorsi centinaia di solidali che hanno permesso a noi occupanti di gestire la trattativa dal piano superiore dello stabile. Sono infatti due anni che abbiamo presentato il nostro progetto di autorecupero per la trasformazione dello stabile in dieci appartamenti di edilizia residenziale pubblica e un piccolo spazio sociale”.

Dal comunicato degli occupanti di via Ostiense 124 emerge l’incredulità per l’azione di stamattina, che prepotentemente irrompe in un processo avviato con la presentazione del progetto di autorecupero e consolidato dalla partecipata assemblea pubblica tenutasi ad Alexis lo scorso 2 dicembre.

All’incontro erano intervenuti Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica e infrastrutture del Comune di Roma – presente anche questa mattina per svolgere, secondo il comunicato, “un ruolo centrale di mediazione visto l’impegno che si era preso poco più di un mese fa” – l’assessorato alla casa della Regione Lazio e il presidente del VIII Municipio Paolo Pace, che avevano unanimemente offerto garanzie in merito alla disponibilità istituzionale ad accompagnare e supportare gli obiettivi dell’autorecupero.

Nonostante questo risultato faticosamente raggiunto, l’azione parallela della Procura – che ancora una volta sembra non dialogare con la politica al governo della città – ha portato all’esecuzione del sequestro, basato su una presunta inagibilità strutturale dovuta alle condizioni del cornicione esterno della palazzina: motivazione messa in dubbio dall’architetto Soggia, tra gli estensori del progetto di recupero di Alexis, al quale «pare strana l’ipotesi della pericolosità statica. Nella perizia che abbiamo visto si faceva riferimento solo alla pericolosità di un cornicione, che è cosa ben diversa dalla stabilità dell’intero edificio».

AlexisIl risultato delle lunghe trattative, protrattesi per ore mentre una decina di occupanti resisteva barricata all’interno dell’edificio, è un protocollo sottoscritto da Comune di Roma, Atac e futuri assegnatari dello stabile recuperato: il documento prevede, per coloro – circa venti persone – che risiedevano nello stabile di via Ostiense, la concessione in comodato d’uso gratuito dell’ex deposito Atac “Ninci Sestilio” in via della Collina Volpi (San Paolo) come “soluzione abitativa temporanea” a partire da venerdì 13 gennaio, previe verifiche di abitabilità della struttura. In parallelo è stato ribadito l’impegno a proseguire sulla strada dell’autorecupero: “entro 7 giorni partirà anche il tavolo con le istituzioni competenti che si occuperà di avviare in forma concreta il progetto di recupero”.

Il comunicato degli occupanti e attivisti di Alexis, dopo aver ringraziato per la solidarietà ricevuta ed espresso soddisfazione per l’esito delle trattative che lascia intatto il percorso dell’autorecupero, chiude con una nota amara: “mentre scriviamo constatiamo la meschinità di apparati e polizia che hanno fatto sparire 2000 euro dalla cassa della libreria indipendente Piuma di mare. Ma la nostra ricchezza, oggi, parla di altro e non saranno i soprusi a fermarci”.

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