Resistenze

Pubblicato il 23 aprile 2016 | da Saba Camilletti

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Roma non si vende. Ma con il DUP varato, si taglia un bel po’

La vicenda degli asili nido, e quella dei canili comunali, sembrerebbero disegnare un'unica parabola di gestione dei servizi pubblici: quella che vede protagonisti i funzionari oltre la politica e gli iter procedurali oltre i programmi

Il 3 novembre 2015 Francesco Paolo Tronca è stato nominato Commissario Straordinario di Roma Capitale. In base al Testo Unico Enti Locali la gestione Straordinaria avrebbe il mero compito di “amministrare l’ente fino al primo turno elettorale utile” (art. 143). Ma nella questione romana i funzionari sembrerebbero aver preso il posto della politica, cogliendo al volo le opportunità offerte dall’amministrazione che proseguono impassibili oltre le politiche.
È il caso del Documento Unico di Programmazione di Roma, Dup 2016-2018, elaborato proprio da Tronca.
Con le modifiche al TUEL del maxiemendamento del Governo Renzi – oltre ai durissimi tagli alla sanità per le Regioni – si sono introdotti cambiamenti a tutti i livelli di gestione degli Enti Locali. Tra questi compare il Dup (art. 170) che ciascun Ente locale, compreso il Comune di Roma, doveva consegnare entro il 31 dicembre 2015.

Ecco come mai l’ex Prefetto della Milano Expo, voluto a Roma da Renzi, si è trovato a potere, anzi a dovere elaborare, a norma di legge, un documento programmatico così importante, nonostante un mandato ad interim e senza previa elezione.
Il Dup infatti, a differenza della vecchia relazione previsionale, costituisce un atto a sé, approvato a monte del bilancio. È composto da una sezione strategica (SeS) in cui sono sviluppate le linee di programma e da una operativa (SeO) in cui sono individuati, per ogni missione, i programmi operativi.
Partendo da un buco di bilancio di 1,2 miliardi, il Dup di Tronca ha un obiettivo cristallino: incassare 15 milioni di euro all’anno per tre anni. Come? Tagliando.
Lo si legge chiaramente a pagina 18: “l’analisi della spesa corrente ha condotto a definire […] la necessità di riequilibrio strutturale per il delta differenziale di € 440 mln. Il valore complessivo della riduzione di spesa è stato dettagliato in 81 singole voci, ognuna oggetto di azioni di necessario contenimento”.

Declinato in ulteriori 740 pagine -quasi tutte di tagli alla spesa- il Dup è un’opera mastodontica, ma si riassume in copertina: sottotitolandosi “allegato n.4 del D.LGS. del 23/06/2011”, esplicita la continuità con legge nazionale di Stabilità 2015, a sua volta vincolata dalla politica fiscale di austerity europea.
Un esempio su tutti per rendere la drasticità del piano è la misura in esso contenuta che prevede la privatizzazione di 206 asili nido comunali nei prossimi 3 anni, con relativi licenziamenti. L’otto marzo le maestre precarie del Comune hanno passato per protesta la notte sulle impalcature di piazza Madonna di Loreto.
Spiega il Dup (pag.155) che occorrerebbero 6 milioni e mezzo di euro soltanto per coprire le spese di gestione degli asili. E quindi, per il 2016, è già pronta una lista di 17 nidi da avviare in concessione a terzi.
Ma Tronca non ha fatto tutto da solo. Già la giunta Marino, nel 2014, con la delibera “rimodulazione delle tariffe per i servizi”, aveva avviato l’aumento in media di 200 euro all’anno per le rette d’asilo.

Una vicenda analoga, anche se precedente, è quella che sta interessando i canili comunali. Con i vertici politici sospesi è stato il Direttore dell’ufficio Benessere degli Animali, Alessandro Voglino, a gestire sia il bando per aprire ai privati -poi scaduto senza esito- che gli accordi successivi con il gestore storico (Avcpp), nonché lo sgombero di uno dei tre lotti (Poverello). E ad oggi il problema, in primis di circa 150 lavoratori che rischiano il posto, è passato al Sub Commissario De Milato, anch’esso ad interim. Ancora una volta, nessuna discrasia con la politica precedente di Estella Marino, che nel suo mandato appoggiava la strada della privatizzazione quale unico strumento del risparmio.

Alla vigilia dell’elezione del Sindaco viene da chiedersi, dunque, quanta autonomia avrà davvero chi prenderà, stavolta si spera attraverso il voto, le redini della città. Con l’eredità del Dup ormai varato, e con le scelte politiche e amministrative che sembrano allo stesso modo assoggettate a principi finanziari inflessibili, Roma è stata definita una città tre volte commissariata: dall’Europa, dai prefetti (quindi dal governo), dalle magistrature (mafia capitale, affittopoli ecc).

“Roma non si vende” dicono i movimenti scesi in piazza lo scorso 19 marzo. E quindi fino a che punto si possono tagliare servizi e diritti?

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Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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