42 Anni di Memoria – In Ricordo di Piero Bruno

42 Anni di Memoria – In Ricordo di Piero Bruno

Il 23 novembre del ’75 perdeva la vita Piero Bruno, studente e militante dei nostri quartieri, ferito il giorno prima con un colpo d’arma da fuoco durante un corteo internazionalista in solidarietà alla popolazione dell’Angola.

Negli anni la sua memoria e le donne e gli uomini che l’hanno tenuta viva hanno tracciato un sentiero fatto di attivazione sociale e politica dal basso, cui abbiamo contribuito anche con la nascita della Scuola Popolare Piero Bruno e dell’Aula Studio Piero Bruno. Questi progetti ci hanno permesso di tenere viva la memoria di Piero e degli anni e delle lotte che ha vissuto e combattuto fino al giorno della sua uccisione.

Quest’anno è proprio dalle lotte internazionaliste che vogliamo ricordare Piero. Crediamo infatti che il ricordo debba essere un meccanismo attivo, che possa aiutarci a ragionare e a interrogarci sul nostro presente e, nel caso specifico, a interrogarci su come le lotte internazionaliste si siano evolute dagli anni ’70 ad oggi e su quale direzione siamo interessati a dargli. Lo scenario globale ci pone di fronte a nuove e vecchie sfide, dalle questioni migratorie al riaffacciarsi sempre più forte dei nazionalismi, dal riemergere di spinte autonomiste all’affermarsi di nuove pratiche politiche in Kurdistan con il Confederalismo Democratico.

Quindi come ogni anno ricorderemo Piero GIOVEDì 23 dalle 18.00 sotto la targa che lo ricorda in Via Passino, 24 con a seguire la proiezione del documentario PerChe di Paolo Di Nicola e una tavola rotonda sul tema dell’Internazionalismo nell’Aula Studio Piero Bruno.

18.00 Commemorazione sotto la Targa in Via Passino, 24

18.30 Proiezione del Documentario PerChe di Paolo Di Nicola

19.00 Tavola Rotonda – Il Ricordo di Piero nelle Lotte e nelle pratiche Internazionaliste. Un confronto Generazionale.

Durante l’iniziativa sarà disponibile un piccolo aperitivo presso l’ Aula Studio Piero Bruno per sostenere i progetti che a partire dal ricordo di Piero hanno portato avanti negli anni le sue lotte e istanze e quelle dei suoi compagni.

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

Nessuna Persona è Illegale – Corteo

ROMA, 21 OTTOBRE 2017: Nessuna persona è illegale – Libertà di movimento!

TUTTE E TUTTI A PIAZZA DELLA REPUBBLICA ALLE 14,30

È arrivato il momento di dire con forza che bisogna smettere di tollerare l’intolleranza, che occorre togliere qualsiasi spazio agli spacciatori di odio e razzismo, che NESSUNA PERSONA È ILLEGALE.

Vogliamo essere in piazza perché riteniamo urgente rispondere al clima di odio razziale e di guerra ai poveri che sta imperversando nelle nostre città e che viene alimentato ad arte dal razzismo istituzionale e dallo sciacallaggio di formazioni esplicitamente neofasciste.

Vogliamo essere in piazza assieme alle donne e agli uomini migranti che continuano a mostrarci grande coraggio e determinazione nel disegnare le proprie rotte e costruire il proprio futuro.

Vogliamo essere in piazza contro la legge Minniti-Orlando, razzista e securitaria che pretende di toglierci la parola e gli spazi di vita nelle nostre città.

Vogliamo oltrepassare i confini di Ventimiglia, del Brennero, dove in troppi cercano di affermare il proprio diritto all’esistenza, così come vogliamo abbattere i confini interni alle nostre città, quelli visibili che producono una povertà di differenti colori ma fatta della stessa sostanza e quelli invisibili che ci mettono l’uno contro l’altro.

Vogliamo portare in piazza un’ “altra accoglienza”, che non si basi sul business dell’immigrazione, il confinamento dei corpi e lo sfruttamento di chi vi lavora, ma che, attraverso pratiche solidali e di mutualismo, promuova diritti e percorsi inclusivi

Vogliamo costruire questa giornata insieme alle seconde generazioni e a tutt@ i/le cittadin@ che rivendicano lo Ius Soli come battaglia di civiltà essenziale per iniziare a demolire le impalcature del razzismo istituzionale, saremo a Montecitorio con loro il 13 ottobre quando manifesteranno sotto il parlamento per rimettere questo elemento al centro dell’agenda politica.

Il 21 ottobre saremo quindi in piazza con tutte queste rivendicazioni e con un unico slogan, su cui non c’è mediazione possibile: Nessuna persona è illegale!

Invitiamo tutti coloro che lo condividono a mobilitarsi, a diffondere l’appello, a organizzare autobus e macchine per partecipare al corteo e costruire insieme la manifestazione.

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni, e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

21 Ottobre in piazza a Roma: #Nonèreato!

Il 21 ottobre tutte e tutti in Piazza a Roma per dire che:
– migrare #nonèreato
– accogliere #nonèreato
– povertà #nonèreato
– solidarietà #nonèreato
– dissenso #nonèreato

L’appello per una grande manifestazione nazionale contro il razzismo, il 21 ottobre a Roma, permette alle tante e ai tanti, che non vogliono accettare come ineluttabile il processo di riduzione dei diritti, di convergere sulle strade della capitale.
Per l’uguaglianza, contro ogni forma di razzismo, per lo ius soli e i corridoi umanitari, contro l’esternalizzazione delle frontiere, i lager in Italia e in Libia, le leggi discriminatorie promosse dai Ministri Orlando e Minniti.

***
L’appello per la manifestazione

In un momento difficile della storia del paese e del pianeta intero, dobbiamo decidere fra due modelli di società. Quello includente, con le sue contraddizioni, e quello che si chiude dentro ai privilegi di pochi. Sembriamo condannati a vivere in una società basata su una solitudine incattivita e rancorosa, in cui prendersela con chi vive nelle nostre stesse condizioni, se non peggiori, prevale sulla necessità di opporsi a chi di tale infelicità è causa. Una società che pretende di spazzare via i soggetti più fragili a partire da chi ha la “colpa” di provenire da un altro paese, rievocando un nazionalismo regressivo ed erigendo muri culturali, normativi e materiali. Una società in cui il prevalere di un patriarcato violento e criminale è l’emblema evidente di un modello tradizionale che sottopone le donne alla tutela maschile e ne nega la libertà. Disagio e senso di insicurezza diffuso sono strumentalizzati dalla politica, dai media e da chi ha responsabilità di governo. Si fomentano odi e divisioni per non affrontare le cause reali di tale dramma: la riduzione di diritti, precarietà delle condizioni di vita, mancanza di lavoro e servizi.

Eppure sperimentiamo quotidianamente, nei nostri luoghi di vita sociale, solidarietà e convivenza, intrecciando relazioni di eguaglianza, parità, reciproca contaminazione, partendo dal fatto che i diritti riguardano tutte e tutti e non solo alcuni. Scegliamo l’incontro e il confronto nella diversità, riconoscendo pari dignità a condizione che non siano compromessi i diritti e il rispetto di ogni uomo o donna.

Vogliamo attraversare insieme le strade di Roma il 21 ottobre e renderci visibili con una marea di uomini, donne e bambini che chiedono eguaglianza, giustizia sociale e che rifiutano ogni forma di discriminazione e razzismo.

Migranti, richiedenti asilo e rifugiati che rivendicano il diritto a vivere con dignità insieme a uomini e donne stanchi di pagare le scelte sbagliate di governi che erodono ogni giorno diritti e conquiste sociali, rendendoci poveri, insicuri e precari.

Associazioni, movimenti, forze politiche e sociali, che costruiscono ogni giorno dal basso percorsi di accoglienza e inclusione e che praticano solidarietà insieme a migranti e richiedenti asilo, convinti che muri e confini di ogni tipo siano la negazione del futuro per tutti.

Ong che praticano il soccorso in mare e la solidarietà internazionale.

Persone nate o cresciute in Italia, che esigono l’approvazione definitiva della riforma sulla cittadinanza.

Giornalisti che tentano di fare con onestà il proprio mestiere, raccontando la complessità delle migrazioni e prestando attenzione anche alle tante esperienze positive di accoglienza.

Costruttori di pace mediante la nonviolenza, il dialogo, la difesa civile, l’affermazione dei diritti umani inderogabili in ogni angolo del pianeta e che credono nella libertà di movimento.

Vogliamo ridurre le diseguaglianze rivendicando, insieme ai migranti e ai rifugiati, politiche fiscali, sociali e abitative diverse che garantiscano per tutte e tutti i bisogni primari.

Il superamento delle disuguaglianze parte dal riconoscimento dei diritti universali, a partire dal lavoro, a cui va restituito valore e dignità, perché sia condizione primaria di emancipazione e libertà.

Chiediamo la cancellazione della Bossi-Fini che ha fatto crescere situazioni di irregolarità, lavoro nero e sommerso, sfruttamento e dumping socio-lavorativo.

Denunciamo l’uso strumentale della cooperazione e le politiche di esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo. Gli accordi, quasi sempre illegittimi, con paesi retti da dittature o attraversati da conflitti; le conseguenze nefaste delle leggi approvate dal parlamento su immigrazione e sicurezza urbana che restringono i diritti di migranti e autoctoni (decreti Minniti Orlando) di cui chiediamo l’abrogazione; le violazioni commesse nei centri di detenzione in Italia come nei paesi a sud del Mediterraneo finanziati dall’UE. Veri e propri lager, dove i migranti ammassati sono oggetto di ogni violenza. Esigiamo che delegazioni del parlamento europeo e di quelli nazionali si attivino per visitarli senza alcun vincolo o limitazione.

Chiediamo canali di ingresso sicuri e regolari in Europa per chi fugge da guerre, persecuzioni, povertà, disastri ambientali.

Occorrono politiche di accoglienza diffusa che vedano al centro la dignità di chi è accolto e la cura delle comunità che accolgono. Politiche locali che antepongano l’inclusione alle operazioni di polizia urbana. E occorre un sistema di asilo europeo che non imprigioni chi fugge nel primo paese di arrivo.

Il 21 ottobre uniamo le voci di tutte le donne e gli uomini che guardano dalla parte giusta, cercano pace e giustizia sociale, sono disponibili a lottare contro ogni forma di discriminazione e razzismo.

Per adesioni: 21ottobrecontroilrazzismo@gmail.com

Casa, diritti, dignità! – Dopo lo Sgombero di Piazza Indipendenza Scendiamo in Piazza!

Casa, diritti, dignità! – Dopo lo Sgombero di Piazza Indipendenza Scendiamo in Piazza!

In un Agosto tristemente caratterizzato da continui sgomberi e attacchi alle realtà sociali italiane, la guerra ai poveri portata avanti dalla Prefettura e dal Campidoglio, con il benestare del Ministero dell’Interno, ancora non si ferma.

La mattina del 22 Agosto è arrivato l’ennesimo sgombero, questa volta ai danni dell’occupazione abitativa di Palazzo Curtatone, a Piazza Indipendenza, che da anni ospitava circa 800 occupanti, con lo status di rifugiati e in molti casi con regolare cittadinanza italiana.

L’immobile, occupato dal 2013, era proprietà del fondo di speculazione immobiliare Idea Fimit SGR, con primo azionista De Agostini, seguito da INPS e Carispezia. La stessa Idea Fimit SGR che si è candidata però ad ospitare presso due immobili di sua proprietà circa 1000 migranti, riscoprendo l’interesse per questi nel momento in cui rappresentano una fonte di guadagno.

Allo sgombero non è seguito alcun tentativo di trovare una soluzione dignitosa per le centinaia di persone sbattute in strada da un giorno all’altro, che hanno quindi deciso di rimanere in presidio permanente a Piazza Indipendenza.  Offerti solo 140 posti, tra Torre Maura e Tivoli, prendere o lasciare; non si è tenuto conto, solo per fare un esempio, di dove si trovano le scuole che i moltissimi bambini frequentano regolarmente da tempo.

Nei giorni seguenti, tutto ciò che è stato fatto è stato far intervenire le forze dell’ordine: cariche pesantissime, idranti e manganelli, bambini spaventati portati in questura, perché tutte quelle persone, secondo chi gestiva le operazioni di ieri “devono sparire”.

Ieri abbiamo assistito all’ennesimo atto di una guerra ai poveri che viene come sempre giustificata da politica e stampa, nel nome di una legalità che puzza di razzismo, anche quando la brutalità delle forze dell’ordine è provata, come in quel “se tirano qualcosa rompetegli il braccio” registrato nel video seguente; una “legalità” vergognosa, poiché nasce da un pretesto – quello dello sgombero di un immobile occupato – che è conseguenza delle mancanze delle istituzioni, che avrebbero dovuto occuparsi della sistemazione di quelle donne, di quei bambini e di quegli uomini nel momento in cui è stato garantito loro lo status di rifugiato.

Per ribadire che non si può continuare con il razzismo vestito di legalità, che non si può continuare a lasciare per strada centinaia di persone ogni settimana a suon di sgomberi, e che la nostra città non può diventare un laboratorio di pulizia etnica e sociale, SABATO 26 AGOSTO alle ore 16.00 saremo in Piazza Dell’Esquilino: mai più senza casa, diritti, dignità!

Link ai video:

Repubblica.it – Polizia carica a termini

YouMedia.Fanpage.it – Roma, rifugiati picchiati e caricati. La polizia minaccia attivisti e giornalisti

YouMedia.Fanpage.it – Cariche e Idranti sui Rifugiati