8 marzo la marea femminista torna nelle strade! Noi scioperiamo!

8 marzo la marea femminista torna nelle strade! Noi scioperiamo!

L’8 MARZO LA MAREA FEMMINISTA TORNA NELLE STRADE: NOI SCIOPERIAMO!

A ROMA CORTEO ORE 17.00: PARTENZA DA PIAZZA VITTORIO EMANUELE.

Passeremo poi per Piazza Esquilino, Via Cavour, Fori Imperiali e arriveremo a Piazza della Madonna di Loreto. Il prossimo 8 marzo la marea femminista tornerà nelle strade di tutto il mondo con lo sciopero globale delle donne.

Il rifiuto della violenza maschile in tutte le sue forme e la rabbia di chi non vuole esserne vittima si trasformeranno in un grido comune: da #metoo a #wetoogether.

Sarà sciopero femminista perchè pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini.

Sappiamo che scioperare è sempre una grandissima sfida, perchè ci scontriamo con il ricatto di un lavoro precario o di un permesso di soggiorno. Sappiamo quanto è difficile interrompere il lavoro informale, invisibile e non pagato che svolgiamo ogni giorno nel chiuso delle case, nei servizi pubblici e privati, per le strade. Sappiamo che scioperare può sembrare impossibile quando siamo isolate e divise. Sappiamo che il diritto di sciopero subisce quotidiane restrizioni.

Lo sciopero dell’8 marzo in Italia dovrà affrontare anche le limitazioni imposte dalle franchigie elettorali, che impediscono ad alcune categorie di incrociare le braccia nei 5 giorni che seguono il voto del 4 marzo.

Sappiamo anche, però, che lo scorso anno siamo riuscite a vincere questa sfida, dando vita a un imponente sciopero sociale, sostenuto da alcuni sindacati e agito con forme e pratiche molteplici che ne hanno esteso i confini.

Quest’anno, alcuni sindacati hanno già dichiarato lo sciopero. Molti mancano ancora all’appello. Di fronte alla più grande insorgenza globale delle donne contro la violenza patriarcale e neoliberista, noi crediamo che i sindacati debbano cogliere quest’occasione unica, prendendo parte a un processo che combatte la violenza maschile e di genere come condizione fondamentale della precarizzazione del lavoro.

Lo sciopero femminista coinvolgerà il lavoro produttivo e riproduttivo, andrà oltre il corporativismo delle categorie e i confini nazionali, unirà le molteplici figure del mondo del lavoro e del non lavoro.

In questi mesi di campagna elettorale, non c’è lista o partito che non citi nel suo programma la violenza contro le donne senza però riconoscere il carattere sistemico della violenza e senza mai porre realmente in questione i rapporti di potere vigenti. Contro ogni strumentalizzazione, contro il razzismo fascista e quello istituzionale, che usano i nostri corpi per giustificare la violenza più brutale contro le migranti e i migranti e ulteriori restrizioni alla loro libertà di movimento, rivendichiamo la nostra autonomia e ribadiamo la necessità/volontà di autodeterminarci. Il piano su cui ci interessa esprimerci è il Piano Femminista contro la violenza maschile e di genere, il nostro terreno di lotta e rivendicazione comune, scritto da migliaia di mani in un anno di lotte.

Grideremo a tutto il mondo che non siamo il campo di battaglia né il programma elettorale di nessuno. Abbiamo il Piano femminista per riprenderci ciò che vogliamo. Occuperemo lo spazio pubblico per riaffermare la nostra autonomia e forza politica.

Il nostro movimento eccede l’esistente, attraversa frontiere, lingue, identità e scale sociali per costruire nuove geografie.

Al grido di #WeToogether il prossimo 8 marzo questo movimento mostrerà ancora una volta la sua forza globale.

Noi scioperiamo!

Perchè il femminismo serve anche agli uomini

Perchè il femminismo serve anche agli uomini

Il 2017 ha riportato i movimenti delle donne sullo scenario mondiale tanto che la parola dell’anno, secondo Merrien Webster, è Femminismo. Il New york Times ha definito le Silence Breaker come persone dell’anno ed Emma Watson, che già nel 2014 venne definita il volto fresco del femminismo, intervistata nel 2017 dice “Il femminismo non significa pensare che valga la pena difendere la parità di genere perché riguarda te o magari tua sorella o tua madre, la questione è capire cosa nel femminismo riguarda tutti!

Nel frattempo, il movimento mondiale Ni una meno, ha riempito le piazze del mondo e in Italia ci ha restituito il Piano femminista contro la violenza maschile, uno strumento per contrastare la violenza di genere a partire da gesti concreti e dal basso.

Proviamo a fare chiarezza sul perché l’interesse collettivo si è concentrato su un movimento non recente e capace oggi di contagiare ogni settore della scena pubblica mondiale e sul perché concetti come patriarcato, privilegi e stereotipi di genere ci riguardano tutte e tutti.

Ne parleremo in un incontro laboratorio tenuto dal filosofo femminista, Dottore di Ricerca in Estetica Lorenzo Gasparrini, fondatore dei blog Questo Uomo no e la Filosofia Maschia scrittore del libro “Diventare uomini: relazioni maschili senza oppressioni”, un saggio per l’antisessismo maschile in Italia che raccoglie la prospettiva femminista del partire dal sé. Il laboratorio nasce da un’idea di Lorenzo Gasparrini in collaborazione con le realtà sociali di Cinecittà Bene Comune e si propone di continuare a ragionare in altri spazi sociali a Roma e in Italia.

A seguire serata a sostegno delle nostre pattinatrici del cuore le She-Wolves Roller Derby Roma

Carnevale Antirazzista de Roma Sud

Carnevale Antirazzista de Roma Sud

▼Per il IX ANNO consecutivo le strade di Roma SUD
tornano a colorarsi di Carnevale Antirazzista.▼

▼▼ Tema del Carnevale: La MAGIA dei COLORI ▼▼

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Verso il 10 febbraio
Festeggiamo un carnevale con danze e parate, murghe, laboratori teatrali e workshop di costumi e maschere, jam musicali e chi più ne ha più ne metta!
Due partenze, due parate, doppio divertimento che dagli Orti Urbani di Garbatella e da Piazza dei Caduti della Montagnola, s’incontreranno nel parchetto del Caravaggio per confluire tutt* assieme nel Parco della Torre di Tormarancia <3
Da un anno, questa città accogliente e solidale, meticcia e includente, è spazio della marea di donne che si è fatta tempesta, per rivendicare il proprio percorso di contrasto alla violenza, contro ogni stereotipo, sessimo e razzismo.
Per questo rivendichiamo la bellezza e la socialità dei nostri quartieri, la multietnicità e la libertà dei nostri percorsi, e lo facciamo a suon di musica e gran festa!
Lo facciamo per le vie di Montagnola e Tor Marancia per raggiungiungere quel parco della Torre liberato proprio in questi mesi dalle comunità e dai comitati di quartiere, dedicando la nostra festa alle impunite e agli impuniti, alle sognatrici e ai sognatori grandi e piccol* e tutt* coloro che non accettano i soprusi, e per farlo, adottiamo il tema della magia dei colori come filo narrante del carnevale.

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▼▼APPUNTAMENTI VERSO SABATO GRASSO (in aggiornamento)▼▼

✪ SABATO 20 GENNAIO ore 11-13
@La Città dell’Utopia (via Valeriano 3f)
Laboratorio di Maschere e carri a Tema

✪ GIOVEDì 25 GENNAIO ore 17-19
Casale De Merode Occupato via del Casale de Merode 6a
Merenda e Laboratorio di Maschere e carri a Tema

✪ VENERDì 26 GENNAIO ore 17-19
L.o.a. Acrobax (ex cinodromo) via della Vasca Navale 6
Lettura della Storia, Merenda e Laboratorio di maschere a tema

✪ GIOVEDì 1 FEBBRAIO 16.30-18-30
@Casale Ceribeli via Pico della Mirandola 48
Lettura della Storia, Merenda di Carnevale e Laboratorio di maschere a tema

✪ SABATO 3 FEBBRAIO (due appuntamenti s.paolo/garbatella)
•10-13
Arpj Tetto
Lettura della Storia, Merenda di Carnevale e Laboratorio di maschere a tema

✪ MARTEDì 6 FEBBRAIO ore 17-19
Casale De Merode Occupato via del Casale de Merode 6a
Merenda di Carnevale e Laboratorio di Maschere e carri a Tema

Nessuna campagna elettorale sul corpo delle donne

Nessuna campagna elettorale sul corpo delle donne

NESSUNA CAMPAGNA ELETTORALE SUL CORPO DELLE DONNE.
L’UNICA RISPOSTA ALLA VIOLENZA È L’AUTODETERMINAZIONE!

Manifestazione femminista di sole donne e soggettività LGBTQI

La violenza sulle donne è agita dagli uomini, è un fenomeno politico e sociale che ha poco a che fare con l’emergenza e non si può trattare come tale. La violenza sulle donne è il prodotto di una cultura machista che vede la donna come inferiore e indifesa, è trasversale nella società nel senso che non esclude classi e contesti sociali, etnie o provenienze e non ha confini. La violenza sulle donne non bussa alla porta, ma ha le chiavi di casa.

La violenza è anche istituzionale fatta di tagli ai servizi, ai consultori, asili nido, assistenza agli anziani,che limita la nostra autonomia e autodeterminazione. A fronte di questa ridimensionamento noi donne, come sempre, dobbiamo sobbarcarci ancora di più il doppio lavoro: quello di cura e quello fatto di stipendi sempre più miserie con una enorme disparità salariale rispetto agli uomini a parità di mansione. Consapevoli di questo, siamo convinte che la nostra difesa passi dalla riappropriazione di quei diritti che ci vengono negati.

Per questo motivo, non possiamo accettare che si usino i nostri corpi ai fini della campagna elettorale. Sono anni che assistiamo alla speculazione impunita di organizzazioni di estrema destra,
come Casapound, che usa le donne per ottenere consenso. Lo reputiamo inaccettabile: rifiutiamo fermamente qualsiasi campagna elettorale che sfrutti i nostri corpi per accaparrarsi voti e non
vogliamo essere difese da un’organizzazione che diffonde con le proprie pratiche la cultura maschilista, machista e violenta in questo paese.

Ricordiamo che non é il degrado a generare violenza, ma la cultura maschilista e patriarcale interna alla società e alle istituzioni. Non abbiamo intenzione di sapere cosa ha da proporre un’organizzazione neonazista ad un quartiere che è quotidianamente aggredito dalla speculazione e che da anni si batte contro la cementificazione e per il recupero delle aree verdi a tutela della qualità della vita. Siamo convinte che la violenza sulle donne debba essere prevenuta attraverso l’educazione nelle scuole e contrastata attraverso il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza, mantenendo viva la lotta per la riappropriazione di spazi e diritti.

Oggi scendiamo in strada per gridare a gran voce che non vogliamo essere difese da nessuno: la nostra difesa è la solidarietà tra donne. L’unica risposta alla violenza è l’autodeterminazione!

NOI CI DIFENDIAMO PERCHÉ LOTTIAMO
FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI

Tutt@ al Campidoglio: la città femminista non si sgombera!

Tutt@ al Campidoglio: la città femminista non si sgombera!

Roma da troppo tempo ormai vive nel pericolo di perdere luoghi essenziali di autonomia, solidarietà e cultura nella città. In particolare è in atto un chiaro e feroce attacco ai luoghi del femminismo, frutto di battaglie storiche e più recenti.

Questi luoghi – la Casa Internazionale delle Donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne D.A.L.I.A, lo spazio delle Cagne Sciolte…- hanno consentito a moltissime donne di uscire dalla spirale della violenza e reso possibile la costruzione di percorsi di autonomia e liberazione. Oggi questi spazi, ed altri ancora, sono minacciati da procedimenti di chiusura o di richiesta di risorse economiche esose, conseguenza di un sistema economico e politico che tenta di monetizzare e mettere a profitto ogni aspetto dell’esistente.

E oggi, dopo la Casa Internazionale delle Donne, anche la casa delle donne Lucha y Siesta rischia la chiusura.
Le donne di Roma rischiano di perdere non solo dei luoghi fisici in cui incontrarsi, ma ciò che sono diventati nel tempo: dei punti di riferimento irrinunciabili in città, spazi di condivisione, autotutela e autodeterminazione conquistati con la lotta, nati per modificare un contesto sociale e culturale che era e resta pesantemente segnato dalla violenza maschile sulle donne.
Le sorti della Casa delle Donne Lucha y Siesta vengono legate a quelle di Atac, proprietaria dello stabile, che ne minaccia il futuro. Il piano di risanamento di Atac non devono pagarlo le donne: Lucha y Siesta va salvaguardata e stralciata dalla lista dei beni immobili da svendere, subito!

E’ questa una idea di legalità che non corrisponde ai diritti, ai bisogni e a desideri di vite migliori che una democrazia matura dovrebbe invece garantire. A fronte di questa emergenza per le donne e per tutta la città, la proverbiale trasparenza della Giunta Raggi si fa vera e propria invisibilità: la sindaca scompare, le assessore si smaterializzano, le richieste restano senza risposta, i problemi senza soluzione…

Facciamo vivere i nostri desideri e i nostri bisogni dandogli corpo e dignità, attraversando e ridisegnando la città, riappropriandoci di spazi abbandonati, sostituendo al calcolo finanziario l’inestimabile ricchezza delle relazioni e dei saperi differenti che produciamo quotidianamente.

Da qui non ce ne andiamo. La città femminista non si sgombera!
Martedi 23 gennaio ore 16
Tutte e tutti a Piazza del Campidoglio