Una comunità in cammino – per Amedeo Ciaccheri Presidente

Una comunità in cammino – per Amedeo Ciaccheri Presidente

Ci siamo incamminati domandando, come facciamo ogni volta che una sfida nuova ci si presenta davanti. Abbiamo ascoltato le centinaia di persone che il 7 dicembre riempivano il Teatro Mongiovino e abbiamo capito che la strada da seguire era quella più difficile.

Un percorso di democrazia e partecipazione dal basso, di cittadine e cittadini che insieme vogliono costruire il Nuovo Municipio VIII. Siamo una comunità trasversale che vive e attraversa ogni giorno le strade e le piazze dei quartieri, ed è dalla generosità di Amedeo Ciaccheri che abbiamo deciso di partire.

Vogliamo cancellare il deserto creato dall’amministrazione a 5 Stelle.
Vogliamo rigenerare i nostri quartieri, riaprendo gli spazi che sono stati chiusi e condannati all’abbandono.
Vogliamo dare nuova vita ai luoghi di socialità ed aggregazione, dai parchi alle piazze del territorio.
Vogliamo valorizzare la partecipazione di ogni cittadino, dando spazio e agibilità alle decine di associazioni e progetti che rendono unico il nostro Municipio.
Vogliamo cultura, musica, aggregazione accessibili e a tutte e tutti, perché i quartieri devono vivere e far vivere, dalle nuove generazioni fino ai centri anziani.

Creiamo insieme un Municipio che dia nuova dignità alle Istituzioni, che crei solidarietà con chi è più debole. Mentre intorno a noi, ovunque nel mondo, si alzano muri e dilagano i fascismi, abbiamo una responsabilità.

Giochiamo una partita folle.

Vincere per cambiare la realtà, per costruire dal basso inclusione e accoglienza.
Vincere per ribaltare il malgoverno del Movimento 5 Stelle e per rigettare senza indugio nuovi e vecchi fascismi.
Vincere perché nessuno venga lasciato indietro, sognando dal Municipio VIII un orizzonte comune.

La nostra sfida è già iniziata nelle piazze e nelle strade del territorio.
Una collettività in cammino, che sa sognare e guardare lontano.

Giochiamo una partita folle.
Ma si sa, quando ci si mette il cuore, anche una comunità un po’ sgangherata come la nostra può rendere realtà ciò che per chiunque sembrerebbe impossibile.
Ci si vede nelle piazze, nelle strade, nei parchi del Municipio VIII!

Per ogni informazione:

– il Comitato in Via degli Armatori 3 è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00;
– Link al sito : http://www.amedeociaccheri.it
– Amedeo Ciaccheri Presidente

L’erba Cattiva NON MUORE MAI -Assemblea cittadina studenti medi

L’erba Cattiva NON MUORE MAI -Assemblea cittadina studenti medi

ASSEMBLEA CITTADINA STUDENTESCA!

Dopo un primo confronto, ci siamo trovati tutti d’accordo nella necessità di riavviare una collaborazione unitaria fra le realtà studentesche di Roma.
Ricominciare a lottare, informare e crescere insieme sono gli obiettivi che ci siamo preposti.
Vogliamo creare un’appuntamento plurale e partecipato, per condividere le nostre esperienze e i nostri percorsi nelle scuole.
Quando l’avanzare delle destre è incalzante e la libertà di parola nelle nostre scuole e nei nostri quartieri è sempre più a rischio LOTTARE INSIEME DIVENTA NECESSARIO.

No alle catene del debito!

No alle catene del debito!

L’appello alla città per una mobilitazione a Roma il 21 Febbraio, sotto il palazzo del Governo, nasce dalla necessità politica di riaprire con forze e determinazione la Questione Napoli, che rischia altrimenti di diventare una variabile dipendente delle elezioni politiche. La necessità di parlare del destino della terza città d’Italia va insieme alla necessità di tornare a parlare di democrazia, soprattutto e Sud Italia, chiedendoci fino in fondo se pensiamo che la stessa sia subordinata alla finanza o se, invece, i diritti dei territori e delle comunità vengono prima della ragione economica.

La necessità di prendere parola insieme, collettivamente, innanzitutto come città, deriva da un ulteriore pignoramento della cassa del comune di Napoli – 24 milioni di euro – che segue quello di centoventi milioni dell’anno scorso. Ciò che la città di Napoli viene costretta a pagare sono debiti che risalgono al commissariato straordinario per il terremoto dell’80 (cr8) e quello per l’emergenza rifiuti (UTA).

Sono debiti su cui pesano enormi interessi delle banche e che vengono fuori da una stagione politica connotata da troppe ombre e, spesso, da un uso irresponsabile e inefficace dell’erario pubblico. Questo quadro è reso ancora più fosco dal fatto che, mentre i debiti incalzano i napoletani, la città ancora paga il disastro ambientale e sociale delle emergenze passate, senza che alla sottrazione di risorse sia mai corrisposta una riqualificazione del territorio.

Dobbiamo, insomma, pagare ancora mentre siamo costretti a fare i salti mortali per allontanare il baratro sul ciglio del quale abbiamo trovato la città sette anni fa.

Ricordiamo infatti che questi debiti sono debiti che non appartengono a questa amministrazione e che finiscono per rappresentare una vera e propria mannaia su un ente che essendo in pre-dissesto, a causa dell’enorme situazione debitoria ereditata dall’amministrazione Jervolino, vive già una situazione finanziaria estremamente difficile a causa dei continui tagli ai trasferimenti, delle continue variazioni delle norme contabili e delle conseguenze dei trattati europei.

Per questa ragione ora è più che mai necessario diffondere l’appello alla partecipazione e alla difesa di quanto è previsto dalla nostra Costituzione, troppo spesso in ostaggio di poteri forti e variazioni di bilancio: è in gioco il futuro della nostra città. Un futuro che dobbiamo avere il coraggio di immaginare come finalmente libero dal ricatto dei debiti illegittimi, libero dalle acrobazie finanziarie che piovono sulle spalle dei cittadini (pensiamo allo sconsiderato uso dei titoli tossici come i derivati).

Proprio ora, mentre tutte le forze politiche sono impegnate in campagna elettorale, crediamo sia il momento che tutti facciano chiarezza su quello che accade nella terza città d’Italia. Non si può più sostenere, infatti, un braccio di ferro con il governo centrale che confonde i diritti dei napoletani con delle concessioni e subordina l’autonomia di Napoli agli interessi di questo o quel partito.
Crediamo che la battaglia di dignità e di libertà che parte da Napoli per difendere la democrazia e il diritto a decidere sul proprio territorio possa essere patrimonio di tutti i comuni impoveriti del paese, soprattutto, per le tante realtà locali che stentano a sopravvivere in un sud cronicamente schiacciato dalle prospettive economiche e politiche di un’Italia a due velocità. Il lavoro di mesi di quest’estate e quest’autunno che ci ha portato all’approvazione di una norma che ha consentito di evitare il fallimento per tanti comuni, molti dei quali meridionali, ci ha dimostrato che è possibile, utilizzando cooperazione e solidarietà, non rimanere a guardare e cambiare sul serio le cose.

Questo è il momento di ribadire a Roma che la vita delle persone conta di più degli interessi della finanza: dobbiamo esserci.

Appuntamento ore 8.00 con partenza ore 9.00 da:

– Museo Nazionale
– Bagnoli (ingresso ex Nato)
– Piazza Municipio
– Metro Scampia

Costo BUS 10 euro A/R
Per info: 08119244958 – 3896451100

Elenco in aggiornamento

Tutt@ al Campidoglio: la città femminista non si sgombera!

Tutt@ al Campidoglio: la città femminista non si sgombera!

Roma da troppo tempo ormai vive nel pericolo di perdere luoghi essenziali di autonomia, solidarietà e cultura nella città. In particolare è in atto un chiaro e feroce attacco ai luoghi del femminismo, frutto di battaglie storiche e più recenti.

Questi luoghi – la Casa Internazionale delle Donne, la Casa delle donne Lucha y Siesta, Il Centrodonna L.I.S.A., il Centro donne D.A.L.I.A, lo spazio delle Cagne Sciolte…- hanno consentito a moltissime donne di uscire dalla spirale della violenza e reso possibile la costruzione di percorsi di autonomia e liberazione. Oggi questi spazi, ed altri ancora, sono minacciati da procedimenti di chiusura o di richiesta di risorse economiche esose, conseguenza di un sistema economico e politico che tenta di monetizzare e mettere a profitto ogni aspetto dell’esistente.

E oggi, dopo la Casa Internazionale delle Donne, anche la casa delle donne Lucha y Siesta rischia la chiusura.
Le donne di Roma rischiano di perdere non solo dei luoghi fisici in cui incontrarsi, ma ciò che sono diventati nel tempo: dei punti di riferimento irrinunciabili in città, spazi di condivisione, autotutela e autodeterminazione conquistati con la lotta, nati per modificare un contesto sociale e culturale che era e resta pesantemente segnato dalla violenza maschile sulle donne.
Le sorti della Casa delle Donne Lucha y Siesta vengono legate a quelle di Atac, proprietaria dello stabile, che ne minaccia il futuro. Il piano di risanamento di Atac non devono pagarlo le donne: Lucha y Siesta va salvaguardata e stralciata dalla lista dei beni immobili da svendere, subito!

E’ questa una idea di legalità che non corrisponde ai diritti, ai bisogni e a desideri di vite migliori che una democrazia matura dovrebbe invece garantire. A fronte di questa emergenza per le donne e per tutta la città, la proverbiale trasparenza della Giunta Raggi si fa vera e propria invisibilità: la sindaca scompare, le assessore si smaterializzano, le richieste restano senza risposta, i problemi senza soluzione…

Facciamo vivere i nostri desideri e i nostri bisogni dandogli corpo e dignità, attraversando e ridisegnando la città, riappropriandoci di spazi abbandonati, sostituendo al calcolo finanziario l’inestimabile ricchezza delle relazioni e dei saperi differenti che produciamo quotidianamente.

Da qui non ce ne andiamo. La città femminista non si sgombera!
Martedi 23 gennaio ore 16
Tutte e tutti a Piazza del Campidoglio

Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Federico Aldrovandi – Non Cancellerete la Nostra Memoria. Federico Ovunque

Il divieto di far entrare la bandiera con il volto di Federico Aldrovandi, imposto ai tifosi della Spal nella trasferta romana, è un fatto troppo grave; troppo grave per relegare la nostra rabbia solo ai post sui social, troppo grave da necessitare una risposta di tutti.

Federico fu ucciso nel settembre del 2005 a soli 18 anni. Fu ucciso da 4 poliziotti che gli spezzarono il cuore fino a soffocarlo, rompendogli addosso due manganelli fino a procurargli 54 lesioni. “Schegge impazzite” fu la definizione che diede un procuratore generale a quelle persone, prima della loro condanna definitiva in Cassazione.

Quello che ha subito Aldro è una verità storica, oltre che giudiziaria, incancellabile come lo furono i fatti vergognosi successivi alla sua morte: negli applausi dei sindacati di polizia agli agenti condannati, nelle offese alla madre, nelle querele alla madre, nelle dichiarazioni folli e disgustose di certi esponenti istituzionali che hanno negato per anni l’evidenza.
Il divieto imposto ai tifosi della Spal non ha alcuna giustificazione.
E’ un atto di prepotenza e arroganza. E’ un atto da Stato di Polizia.

Abbiamo deciso di non rassegnarci alla denuncia e al racconto: se non volevano Federico in una curva, Federico glielo faremo trovare ovunque.

A pochi giorni dai fatti di Vicenza, dove Luca, un ultrà della Sanbenedettese è finito in coma e tuttora è in ospedale, è necessario mandare un segnale forte contro la violenza e gli abusi di polizia di questi ultimi decenni, affinchè non vi siano mai più altri Federico.

ACAD L’Associazione Contro gli Abusi in Divisa invita tutta la collettività a partire dalle tifoserie e dalle curve, oltre la propria fede e oltre i colori, ad esporre ove sia possibile l’immagine di Federico Aldrovandi con striscioni, magliette, foto, bandiere e qualsiasi mezzo ognuno ritenga più opportuno e ad accompagnare, dove realizzabile, il tutto con l’hashtag #FedericoOvunque.

Chiediamo a chiunque di far apparire Federico in ogni luogo possibile delle nostre città, con la dignità e il rispetto che la famiglia Aldrovandi ci ha sempre insegnato.

Sabato 9 dicembre e domenica 10 dicembre facciamogli vedere che non abbiamo dimenticato quello che hanno fatto a Federico, mostrando Federico ovunque, com’era da vivo.

#FedericoOvunque
#giustiziaeveritàperAldrovandi
#bastaabusi

Per informazioni, comunicazioni, adesioni:
Mail: infoacad@inventati.org
Facebook: ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus
Telefono: 3348016641